Il Wsj “schiaffeggia” Obama: se rompe con Putin a farne le spese sono gli Usa

La crisi ucraina e lo stallo nei rapporti con Mosca sta sconvolgendo la mappa mondiale attorno al quale Barack Obama ha plasmato la sua dottrina di politica estera, incentrata sul dialogo e il multilateralismo. Lo scrive il Wall Street Journal, sottolineando come questa vicenda stia facendo aumentare la pressione di Capitol Hill sulla Casa Bianca, perché si reagisca contro Mosca in modo più radicale. Inoltre, la tensione con Putin rischia di mettere in crisi il rapporto di collaborazione tra Washington e Mosca su dossier molto importanti, come quello siriano e iraniano. Tanto che secondo molti analisti, se con la Russia dovesse restare il gelo, Obama si troverebbe costretto a cercare una sponda nella Cina. Ma uno scenario di questo tipo renderebbe ancora più complicata la sfida degli Usa per l’egemonia sull’area del Pacifico. Non solo: lo scontro in atto sul futuro dell’Ucraina sta oscurando, agli occhi degli elettori americani, anche l’intenso programma di riforme economiche interne portato avanti da Obama, dall’aumento della paga minima, ai milioni di soldi pubblici per rilanciare l’occupazione, fino all’Obamacare, la riforma sanitaria che dopo i problemi iniziali sta ottenendo un certo successo. Insomma, misure importanti sul fronte interno su cui Obama e i democratici puntano molto per rilanciare la loro popolarità in vista del cruciale voto di medio-termine, di fine anno. Ma che sinora non hanno ottenuto abbastanza spazio proprio per colpa della tensione con il Cremlino.