I cortei dei sikh in favore dei marò? Rischiano di essere più dannosi che utili alla causa…

Rischiano di danneggiare gli obiettivi fin qui raggiunti nella vicenda dei marò italiani le manifestazioni delle Comunità Sikh che si stanno svolgendo in questi giorni in tutta Italia “ufficialmente” a favore di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. In un momento così complesso, quando oramai si tratta di capitalizzare il lungo lavoro diplomatico portato avanti finora e che ha consentito di coagulare attorno alla protesta italiana per l’ingiusta detenzione dei due fucilieri di Marina, tanto la Comunità Europea quanto gli Usa e la Nato, le manifestazioni dei sikh italiani irrompono sulla scena politica interna indiana in questo momento alle prese con le accesissime campagne elettorali per l’appuntamento del 7 aprile prossimo. Basterebbe ricordare che l’attuale Primo Ministro indiano Manmohan Singh è un sikh per comprendere quale razza di trappola rischia di celarsi dietro a queste manifestazioni, apparentemente spontanee, che si stanno svolgendo in tutta Italia e che sono in programma ancora nelle prossime settimane. Con le elezioni indiane che si avvicinano velocemente e che porteranno alle urne 810 milioni di persone – un record assoluto e impressionante anche per l’India – i politici locali se le stanno suonando di santa ragione senza rinunciare a colpi sotto la cintura ed utilizzando tutte le armi persuasive a disposizione. In un contesto così, dove il partito del Primo ministro, l’Indian National Congress di Sonia Ghandi che governa il Paese ininterrottamente dal 2009 proprio con il sikh Manmohan Singh e che ha buone probabilità di non essere confermato a scapito della vittoria del suo competitor, il discusso Narendra Modi, candidato premier della destra nazionalista hindu del Bharatiya Janata Partyanti musulmana e, finora, all’opposizione, anche l’argomento “Marò”, può tornare utile per scaldare ulteriormente gli animi di una campagna elettorale accesissima. Non è un caso che, intervistato, Kolovinder Singh (Singh significa “Leone” e viene aggiunto da quasi tutti i Sikh al proprio cognome) portavoce degli indiani bresciani che, nei giorni scorsi, hanno organizzato la più imponente manifestazione di solidarietà a favore dei marò italiani, 20.000 persone per le strade di Brescia, abbia voluto sottolineare che in India, sulla questione di Girone e Latorre «c’è di mezzo la politica, la vicenda dei marò viene usata per scopi propagandistici specialmente dagli estremisti hindù», cioè dagli oppositori del primo ministro, il sikh Manmohan Singh.
Di contro il più feroce oppositore dell’attuale Primo ministro, l’imbarazzante Narendra Modi, ha più e più volte, nel corso della campagna elettorale, accusato il premier indiano e e la stessa presidentessa del partito Indian national Congress, l’italiana Sonia Ghandi, vedova dell’ex premier Rajiv Ghandi, di utilizzare il guanto di velluto con i due militari italiani perché suoi concittadini. E’ chiaro che di tutto hanno bisogno in questo momento Salvatore Girone e Massimiliano Latorre meno che di essere impugnati come clave e utilizzati dai politici indiani dei rispettivi schieramenti per farsi la guerra elettorale.