Hollande sprofonda nel baratro dell’impopolarità: è il presidente meno amato della storia della Francia

Sarà stato il triangolo di amorosi sensi tra lui, la compagna ufficiale Valery e l’amante Julie Gayllet. Sarà che la sinistra in Europa, Francia compresa, sta attraversando una crisi di vocazioni politiche e di consensi ideologici, sintomo di una minacciosa patologia sociale che provoca un’impopolarità diffusa nel vecchio continente – ormai contagiato a livelli pandemici, e abitato da una popolazione civile sempre più immuno-resistente al fascino socialista. Sarà che il destino dell’insuccesso è una delle poche previsioni pre-elettorali che si riesce ad indovinare, fatto sta che Francois Hollande continua a superare se stesso nel livello di impopolarità, sprofondando quotidianamente negli indici di gradimento. Una corsa al ribasso delle quotazioni su di lui che sembra non conoscere traguardo. Di più: secondo l’istituto Bva (per L’Express, Orange e France Inter) il presidente d’oltralpe, che non ha tratto alcun beneficio dal rimpasto di governo e dalla sostituzione del primo ministro (Manuel Valls al posto di Jean-Marc Ayrault), tocca per la prima volta quota 21% di opinioni positive (un francese su 5), stabilendo il record negativo assoluto da quando l’istituto Bva è stato fondato (1981). Per non parlare del fatto che, secondo altri autorevoli centri di ricerca statistica, la stragrande maggioranza dei francesi considererebbe l’inquilino dell’Eliseo il più odiato dei presidente eletti nella Quinta Repubblica. E certo non giova alla sua immagine ripensare a quando, in campagna elettorale, Hollande contestava duramente l’interventismo di Sarkozy in Libia, salvo poi, una volta accasatosi nella presidenziale dimora, promuovere l’intervento armato in Mali: una guerra che il presidente francese socialista sta continuando a portare avanti nell’ombra e nel silenzio. Come di sicuro non aiuta a risollevare la triste sorte dell’impopolarità, la sindrome di Stoccolma nei confronti della Germania di Angela Merkel palesata da Hollande, non prima di avere però aspramente criticato il suo predecessore per la sudditanza geo-politica dimostrata nei confronti della cancelliera tedesca. Per non tacere della debàcle del presidente in campo economico, con la Francia avviata sulla strada del declino a crescita zero e livelli spaventosi di disoccupazione. Una spirale senza fondo insomma: e quel che è peggio, è che a consolare il desolato Francois, adesso, non c’è più nemmeno l’ombra di una compagna di sventura…