Guerriglia a Roma: le indagini sui blue bloc, la conta dei danni, le polemiche sull’agente in borghese

Rilanciano la protesta a partire dal primo maggio, gli antagonisti che hanno seminato panico e violenza nel centro di Roma, ma le iniziative degli “acampados” non attirano più. A Porta Pia hanno levato le tende mestamente dopo un’assemblea autocritica in cui ci si è chiesto come mai la partecipazione al corteo sia crollata dopo la grande mobilitazione dello scorso ottobre che portò in piazza a Roma 50mila persone. La guerriglia urbana ha prodotto quattro arresti e due denunce a piede libero. I quattro fermati sono Simon Canca, romano di 18 anni; Michele Sugarelli (24 anni) di Albano, Lorenzo Marabino, romano di 36 anni e Antonio Pompea (19 anni) di Catanzaro. I reati loro contestati vanno dalla violenza alla resistenza a pubblico ufficiale, fino alle lesioni. C’è polemica anche per le foto che ritraggono il piede di un agente in borghese sul corpo di una manifestante a terra. Si tratta di un graduato, già identificato, sul quale si svolgerà un’indagine interna. Potrebbe essere denunciato, infine, il manifestante peruviano di 47 anni che durante la manifestazione è rimasto gravemente ferito dall’esplosione di una bomba carta che aveva in mano.

E dopo le violenze dei blue bloc un primo calcolo dei danni stima in circa un milione la cifra che servirà per ripulire i muri, ripristinare la funzionalità dei bancomat danneggiati, riparare i negozi e rimettere a posto la pavimentazione divelta. La Digos prosegue intanto le sue indagini scandagliando i profili Twitter e Fb di quei manifestanti che si sono vantati sui social network di avere preso parte alla battaglia di Via Veneto.