Grillo rincara la dose: «La comunità ebraica cambi comunicatore, è stupido»

Il giorno dopo la polemica ferocissima con la comunità ebraica, Beppe Grillo non smentisce il post su Primo Levi. Anzi, rincara la dose: «Non avete capito» e «non c’è nessun intento di offendere. Io – dice – non ho mancato di rispetto a nessuno». La comunità ebraica dovrebbe cambiare il comunicatore «stupido e ignorante». Scrive  il leader del M5s sul suo blog: «Non volevo fare il sarcastico o fare battute. Io non chiedo scusa a nessuno», perché «non credo di aver mancato di rispetto a nessuno». Grillo dice di aver «letto Primo Levi» e che sono gli altri che «non hanno capito». Poi rilegge un passo di Levi e continua: «Non ho preso una poesia per fare del sarcasmo. L’ho solo riportata ai giorni nostri. Ho parlato di un paese dato in mano ai poteri della P2. Ho detto che il lavoro oggi fa molte vittime e la P2 rende liberi. Se lei si fossilizza e dice che uso la Shoah…». «La comunicazione – ha aggiunto – è una cosa importante. Levi mi ha insegnato che la Shoah è dietro l’angolo, ovunque, dal Ruanda al gas in Siria, fino al sistema finanziario che fa milioni di morti all’anno«. Insomma, ripete, «non ho fatto battute o ironia. È una menzogna. Non sono io che mi nascondo dietro certe tragedie, sono loro che lo fanno. Non chiedo scusa, dovrebbero sostituire il loro portavoce, quando si toccano i poteri forti vengono fuori le lobby». Grillo il giorno prima sul suo blog aveva citato Primo Levi, parafrasando Se questo è un uomo e aprendo il suo blog con un fotomontaggio dell’ingresso di Auschwitz in cui «il lavoro rende liberi» diventa la «P2 rende liberi». Una caduta di pessimo gusto che aveva indignato, e non solo, la comunità ebraica. Renzo Gattegna il presidente delle comunità ebraiche aveva definito l’intervento «un’infame provocazione».