Grillo cerca fondi per le Europee: «Servono un milione di euro». Gli scissionisti chiedono l’impeachment

«Ci servono dei soldi, non vi chiedo tanto. Un milione di euro. Faremo come le politiche di due anni fa: abbiamo fatto una cosa meravigliosa, abbiamo raccolto 750mila euro, se vi ricordate, ne abbiamo spesi 350mila». Non gli sono basatati i fondi raccolti, ora Beppe Grillo sensibilizza dal suo blog il popolo degli attivisti per raccogliere finanziamenti per la campagna delle europee.

«Abbiamo bisogno di soldi, perché noi non ne prendiamo da nessuno», ha scritto sul suo blog per sensibilizzare i simpatizzanti. E poi scherza anche sui sondaggi: «L’ultimo mi è arrivato 30 secondi fa: siamo al 92%, devo fare qualcosa di clamoroso per abbassare il gradimento. Abbiamo bisogno di una forza tremenda e anche un pochino di forza economica». Ma Grillo oltre che a cercare fondi per affrontare le europee deve risolvere anche le sue beghe interne. A suo carico, non si sa con quali modalità, c’è in’azione di “impeachment”. La minacciano i promotori della lista Cittadini 5 Stelle Pesaro nata da una scissione nel M5s locale, se la lista del loro candidato sindaco Igor Jason Fradelloni non verrà certificata dal movimento. «Avviso i mass media – annuncia Fradelloni – che ieri si è svolta la votazione online indetta dallo staff di Beppe Grillo per la certificazione di una delle due liste richiedenti il simbolo: quella guidata dal candidato sindaco Fabrizio Pazzaglia e quella guidata da me medesimo. Dovesse mai accadere (come è invece è molto probabile) che venga certificata la lista di Fabrizio Pazzaglia, sostenuta dall’attuale consigliere comunale di Pesaro di M5s Mirko Ballerini e dal parlamentare M5s Andrea Cecconi, io e il mio gruppo, e altri gruppi M5s di altre città d’Italia, promuoveremo da domani stesso un’azione di impeachment del signor Grillo. La nostra azione – conclude Fradelloni – sarà suffragata da circa 13.500 file, da quindici documenti della polizia di Stato, dalla registrazione video su Youtube di un incontro tenuto domenica 6 aprile, dalla quale si evince molto chiaramente quello che possiamo chiamare un vero e proprio delirante sopruso politico subito dai cittadini pesaresi».