Grillo all’assemblea dei soci Mps: «Siamo nel cuore della peste rossa e del voto di scambio…»

Il mantra è sempre lo stesso: fare confusione. La sua traduzione pratica, dopo gli innumerevoli post e minipost pubblicati a profusione sul blog: urlare il proprio dissenso opportunamente trasformato in odio politico. Cambia, semmai, lo scenario della coreografata contestazione grillina: il più recente è la sede del Monte dei Paschi di Siena, dove il calendario degli appuntamenti prevedeva l’assemblea dei soci presieduta da Alessandro Profumo, che ha registrato l’assenza del presidente della Fondazione Mps, Antonella Mansi, sostituita da altri rappresentanti dell’ente, oltre che rumorosamente rimpiazzata dalla partecipazione del comico genovese, protagonista di un comizio elettorale prima ancora dell’apertura dei lavori assembleari. «Noi veniamo qui, facciamo un po’ di casino e così facciamo trasparenza», ha dichiarato tra ossimori linguistici e confusi propositi di contestazione, il leader di M5S Beppe Brillo entrando nella sede del Mps. «Qui siamo nel cuore della peste rossa e del voto di scambio», ha immediatamente tuonato il fustigatore dei costumi politici ed economici dal pulpito senese, alzando ulteriormente il tiro delle accuse e delle recriminazioni un istante dopo con la dichiarazione secondo cui «questa è la mafia del capitalismo, non la Sicilia», e sottolineando ad adiuvandum come «Mps sia in tutti gli appalti». Un’inchiesta e uno scandalo, quelli che hanno coinvolto la banca toscana a più livelli – dagli intrecci con le clientele cittadine, a quelli con la politica (il Pd in testa a tutti) – al centro degli strali del leader del Movimento5Stelle, arrivato direttamente in loco per finire di demolire le macerie di quel che resta di un istituto bancario dal cui vaso, compresso a forza, e tenuto ben saldato dalla stampa “amica” anche dopo l’esplosione del caso, è uscito davvero di tutto.
«Il bilancio di Profumo è una visione comica, io sono un comico e bisogna avere una visione comica per capire i bilanci», ha proseguito ancora l’indomito Grillo, aggiungendo che notoriamente «nessuno è in grado di interpretare il bilancio di una banca: sono parole come nella pubblicità e nelle leggi», e concludendo – poteva non essere così? – con una delle sue proverbiali iperboli: «Sogno una banca in mano ai piccoli azionisti, che possano mandare via Profumo con il clic da casa». Intanto lui, con il tele-trasporto alla Star Trek evidentemente, si vede già proiettato nel futuro: una dimensione naturalmente popolata da grillini costantemente in rivolta, e capitanata da lui, il leader fondatore del partito “prossimo vincitore” – a sua detta – della sfida elettorale europea del 25 maggio. «Chiederemo le elezioni anticipate e i numeri li avremo», ha detto il comico genovese spingendosi ancora più in là nel tempo e nello spazio parlamentare del futuro. Poi, non pago di annunci e vaticini, a chi gli chiedeva lumi a proposito del referendum sull’euro, ha continuato ad anticipare: «Andremo a trattare, e se non accetteranno i nostri punti faremo il referendum. Raccoglieremo milioni di firme». Ai posteri l’ardua sentenza…