Giorgio Napolitano debutta in tv. E sceglie il salotto “amico” di Fazio per farlo

Che tempo che fa? Tempo di debutti televisivi e di accoglienti conduttori-autori lusingati e fedelmente allineati. E, soprattutto, tempo di scendere in campo televisivo. E allora, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sceglie il salotto “amico” di Fabio Fazio per il suo esordio in prime time (è la prima volta nella storia, infatti, che accade che l’inquilino del Quirinale partecipi a un programma di prima serata): in scaletta, quindici minuti di istituzionalissima – e compiacente oltre che compiaciuta, ne siamo certi – intervista tv cuore a cuore, che dovrebbe andare in onda domenica prossima in prima serata, naturalmente su Raitre.

Ad anticipare la notizia sul web, ha pensato tre giorni fa il sito di Dagospia, annunciando che ieri, per la registrazione del colloquio mediatico, il conduttore savonese sarebbe volato a Roma, pronto a trasformare lo Studio della vetrata della residenza presidenziale, nel set televisivo dell’eccezionale debutto. Il filo conduttore del botta e risposta tv dovrebbe essere un tema molto caro al presidente, l’Europa, argomento evidentemente molto caldo, a poche settimane dal voto per eleggere il parlamento di Strasburgo (e per propagandare, dunque, quel senso di fiducia nelle istituzioni europee in caduta libera tra gli italiani chiamati alla urne). E guarda caso, tra l’altro, appena lo scorso autunno la Mondadori ha dato alle stampe il libro-colloquio di Napolitano – o Napisan, che dir si voglia, come dal piccolo schermo ha “affettuosamente” ribattezzato il presidente Luciana Littizzetto – con il giornalista di Repubblica, Federico Rampini, dal titolo La via maestra.

Raitre, Repubblica, Fabio Fazio e la sua alter ego in gonnella (che ben si presta al ruolo dell’antagonista scomoda, mentre è notoriamente una complice spalla satirica), un po’ di sana promozione: è stato pensato proprio a tutto per ricreare un clima di “amichevole” e acquiescente accoglienza all’esordio dell’illustre ospite, che vanta come unico precedente di apparizione al di fuori degli spazi giornalistici tradizionali, solo un’intervista collettiva realizzata dagli alunni di una scuola elementare nel contesto – assai diverso – di un documentario sul Palazzo del Quirinale. Un trascorso fugace e non particolarmente pregno di significati mediatici, se non fosse per il fatto che fu in quella circostanza che emerse pubblicamente, e per la prima volta, la volontà di Napolitano di non ricandidarsi. Una decisione, come noto poi, smentita dai fatti successivamente.

Tutto è pronto allora: tutto è stato registrato (e puntualmente rilanciato dai rumors on line), e non resta che mandare in onda questa parata mediatica di convenevoli in cui Fazio reciterà la parte del timido intervistatore, e Napolitano quella dell’algido intervistato. Tutto a dimostrazione del fatto che l’allievo può superare il maestro (di cerimonie), e addirittura invitarlo nella sua trasmissione…