Gioco d’azzardo su Internet, una piaga che si diffonde tra i giovani e giovanissimi

La malattia per il gioco d’azzardo contagia in maniera virale i giovani, sempre più affetti – nell’inconsapevolezza dei genitori – dal vizio della scommessa on line. E i dati a riguardo, forniti dall’indagine nazionale sul gioco d’azzardo nei minori, promossa dalla Società Italiana Medici Pediatri (Simpe) e dall’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss), non lasciano margini al dubbio: almeno 800.000 ragazzi italiani, fra i 10 e i 17 anni, giocano d’azzardo. Ovvero, il 20%, uno su 5. E la tentazione, purtroppo, ha ultimamente investito anche i più piccoli: il report ci dice infatti, che addirittura 400.000 bambini fra i 7 e i 9 anni hanno già puntato la loro paghetta settimanale su lotterie, pronostici sportivi e bingo. Per divertimento, per provare un’emozione diversa, il brivido della gara al buio, o anche semplicemente per guadagnare qualcosa. E quel che è ancora più grave è che il virus, che sta dilagando secondo dimensioni da pandemia sul web, si diffonde nella quasi assoluta ignoranza dei genitori che, avanza il sospetto l’indagine, nascondono la testa sotto la sabbia, tanto che uno su tre afferma di non ricordare, quando addirittura di non sapere, se i propri figli giochino. Non solo: nonostante la maggioranza dei genitori ammetta che la mania del gioco patologico possa riguardare i minori e ne sia preoccupato, un’altra sconcertante rilevazione emersa dal report è che gli adulti, ignari o indifferenti ai rischi che un computer di casa possa nascondere – oltre la metà del campione analizzato, ossia ben il 51,3% – dichiarano di non usare alcun filtro e nessuna limitazione per evitare che i propri figli si imbattano su siti internet pericolosi. E allora, ciliegina sulla torta, il 90% di loro, in base a quanto dichiara il campione costituito da 1000 genitori di bambini e adolescenti, non conosce neppure il termine ludopatia, e il 70% non ha mai affrontato l’argomento “gioco patologico” in famiglia. Eppure, un bimbo disposto a giocarsi la paghetta in sala giochi oggi, diventerà molto probabilmente un adulto che butterà lo stipendio a qualche tavolo verde on line domani…