“Genitore uno e due”, il governo costretto a venire allo scoperto e a “giustificarsi”

I moduli di iscrizione scolastica con la dicitura “genitore 1” e “genitore 2” in sostituzione di padre e madre non sono mai stati autorizzati dal ministero dell’istruzione e non hanno diritto di esistere. È quanto è emerso in Parlamento grazie a una interrogazione a risposta immediata presentata da Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale e illustrata nell’emiciclo di Montecitorio dal capogruppo Fabio Rampelli.

L’interrogazione che ha costretto il governo a venire allo scoperto e a smascherare l’operazione demagogica in atto è servita a denunciare quanto accaduto recentemente in una scuola pubblica di Milano, quando una madre al momento della compilazione del modulo per l’iscrizione del figlio all’anno scolastico 2014-2015 ha notato che alla riga delle firme dei genitori non c’era più scritto “padre” e “madre” ma “genitore 1” e “genitore 2”. La signora non s’è persa d’animo, ha cancellato il prestampato e scritto a penna “madre” sopra la sua firma, denunciando il caso sul web ed ottenendo numerosissimi riscontri di consenso.

Il caso è arrivato alla Camera e Rampelli nel sottoporlo al governo ha detto che questo «mortifica chi vive con normalità e orgoglio la propria genitorialità», chiedendo al ministro Stefania Giannini su che normative, direttive o circolari si baserebbe tale irresponsabile rivoluzione.

La risposta del governo è stata chiara e smaschera chi subdolamente ha cercato di attentare al ruolo della famiglia tradizionale nel rapporto con la scuola. «Non esiste nulla», ha detto il ministro, sottolineando che quanto accaduto in alcuni istituti è frutto di una «interpretazione lessicale arbitraria». I documenti ufficiali, infatti, parlano chiaro. Il 10 gennaio scorso il ministero dell’Istruzione ha inviato una circolare alle scuole italiane per disciplinare le iscrizioni al prossimo anno scolastico e in questo testo si parla chiaramente di «genitori o soggetti esercenti la potestà genitoriale» come di coloro titolati ad iscrivere bambini e ragazzi alle scuole. La Giannini ha precisato che il modulo può essere integrato o modificato dalle scuole, ma solo per particolari relativi al tempo scolastico o ai servizi di mensa e certo non per derogare a quanto previsto dalla Costituzione e dal Codice civile.

Nonostante la risposta tranquillizzante del governo, Fabio Rampelli nella sua replica ha però denunciato l’origine di questa scandalosa vicenda, segnalando che una circolare per sostituire i termini “padre” e “madre” con “genitore 1” e “genitore 2” sarebbe partita dall’Unar, organismo contro le discriminazioni di stanza a Palazzo Chigi, dove un gruppo di lavoro in cui siedono 29 associazioni gay avrebbe dato vita a questa “genialata”, adesso smontata ufficialmente in Parlamento grazie alla denuncia di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.