Francia, caccia allo stupratore di una sedicenne: 527 esami del Dna tra studenti e insegnanti

Un’iniziativa unica nel suo genere. È iniziata questa mattina in un liceo di La Rochelle la maxi raccolta di campioni di Dna, per individuare chi ha violentato una studentessa sedicenne. In totale i prelievi riguarderanno 527 uomini, studenti e professori. L’operazione, senza precedenti in ambiente scolastico, andrà avanti fino a mercoledì. La ragazza è stata aggredita il 30 settembre 2013 nei bagni della scuola privata Fenelon-Notre-Dame, una struttura cattolica polivalente. Non ha potuto riconoscere il suo assalitore, perché è stata assalita di spalle e al buio. Sui suoi vestiti, però, erano state ritrovate delle tracce di Dna, appartenenti a un uomo. Ora si tratta dare un volto e un nome a quel Dna. Volto e nome che gli investigatori, come ha raccontato Le Figaro, stanno cercando da quella mattina di settembre. «Avevamo due possibilità – ha detto il procuratore Isabelle Pagenelle che indaga sul caso – chiudere il caso con un nulla di fatto oppure agire, utilizzando qualsiasi mezzo per identificare lo stupratore, sapendo che siamo in un ambiente chiuso e ci sono buone probabilità che a commettere la violenza sia stato qualcuno che era nella scuola». Isabelle Pagenelle ha deciso di seguire la seconda strada e agire. E così 475 studenti, 31 insegnanti e 21 membri dello staff, tutti nella scuola quel giorno, verranno sottoposti all’esame del Dna con dei tamponi orali. I risultati delle analisi e del confronto con le tracce di Dna trovate sui vestiti della ragazza si sapranno tra un mese. Le tracce prelevate da tutte le persone che risulteranno estranee alla violenza verranno immediatamente distrutte. Il procuratore è determinato ad andare fino in fondo a questa brutta storia di violenza. E lo dimostrano non solo la sua decisione senza precedenti, ma anche le sue parole su un eventuale rifiuto da parte di insegnanti o studenti di sottoporsi all’esame. È possibile dire di no a un prelievo genetico, se una persona non è condannata, «ma ogni rifiuto – ha detto – risulterà sospetto e potrà avere conseguenze, come una custodia cautelare o una perquisizione». Anche la direttrice della scuola Chantal Devaux è d’accordo.