Europee, tra marchi doc e simboli strani spuntano “grilli” falsi, internettiani e fans del bunga bunga

La rituale fila fuori del Viminale. La solita rivendicazione di plagio. L’ennesima ricerca forzata di trovate originali e di immancabili déjà vu. Sono una quarantina, finora, i simboli presentati per la competizione elettorale alle euorpee: una corsa a ostacoli, per alcuni, a partire proprio dall’ammissione del simbolo. E se oggi alle 16 scade il termine per la presentazione dei loghi elettorali, per le liste – con tanto di firme indispensabili — il termine ultimo è quello del 16 aprile. Ci vorranno due giorni, invece, per stabilire chi sarà ammesso alle elezioni, ricorsi e cambiamenti in itinere permettendo.

A scorrere l’estroso elenco, allora, tra ammiccamenti impliciti ed esplicite provocazioni, ci si imbatte almeno quattro volte nello scudo crociato, storico brand di democristiana memoria con cui, tra gli altri, (Democrazia Cristiana, Cdu e Partito popolare italiano) il leader di Ncd, Angelino Alfano, in associazione con le sigle Udc di Lorenzo Cesa e Ppe, punta alla sintesi elettorale dei voti moderati. Ma l’armatura dorotea non è certo l’unico richiamo grafico gettonato: in un’ideale classifica dei simboli più utilizzati, in spregio del copyright propagandistico, e nella proliferazione di appelli antieuropeisti, non poteva non spiccare l’euro: preso a calci in una debuttante lista mista, “Forza Juve-Bunga Bunga-Usei” (Unione sudamericana emigrati italiani), e ulteriormente osteggiato nella grafica di una sedicente “Lista del Grillo parlante”, dove campeggia in basso un inequivocabile “No euro”. Precedentemente a loro, però, è stata La lega la prima formazione a presentare il simbolo “Basta Euro”, che troneggia su sfondo blu e toni gialli nella parte bassa del cerchio promozionale. Guarda caso, allora, tra ibridazioni e scopiazzature, “Basta Euro”, con scritta gialla e fondale azzurro, è il anche nome di una lista (non collegata al Carroccio) che – ironia della sorte – troneggia in bacheca accanto al suo omologo elettorale…

Ancora più equivoco, poi, il richiamo al leader movimentista ligure,  già in passato irritato non poco dalla scomoda omonimia rivendicata a scopi elettorali da quest’altro Giuseppe Grillo “parlante” che campeggia sul simbolo presentato ieri (è vero, orfano delle cinque stelle, ma con tanto di rimando entomologico)… E tanto per far capire che aria tira, il Movimento di Grillo e Casaleggio fa consegnare il proprio simbolo da un avvocato.

Restyling semplicissimo per “Forza Italia”, che inserisce il nome di Berlusconi, mentre Fratelli d’Italia recupera nel logo il simbolo di Alleanza Nazionale e richiama il nome di Giorgia Meloni. Vanno sul sicuro, quindi, anche i “Democratici di sinistra” che rispolverano quercia e garofano: tanto per non sbagliarsi. Così come non è proprio una trovata da persuasori occulti la scelta di inserire nel logo del partito internettiano la chiocciola e la W (di web).

E se “Destre Unite” assembla il partito di Storace, “Io sud” di Adriana Poli Bortone e “Fli” di Menia, i pensionati triplicano la loro presenza sulla scena elettorale, saltellando da un raggruppamento all’altro, presentandosi da soli o aggregandosi ora con i giovani, ora con i consumatori: e in bacheca si registrano le liste di semplici “Pensionati”, “Pensionati e Consumatori”, “Pensionati e Invalidi”. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le sigle, più o meno inflazionate: ma ora la parola spetta ai ricorsi e alle modifiche – speriamo meno ingegnose e pretestuose – che ne conseguiranno.