Europarlamentarie, basta un intoppo tecnico a sospendere la democrazia dei Cinquestelle

Ma chi ha programmato il sistema operativo del movimento Cinque Stelle, Topo Gigio?  Sulla rete è un ingorgo di post ironici sull’incidente tecnico che ieri ha tenuto a bagno maria per diverse ore le europarlamentarie dell’esercito pentastellato chiamato a scegliere i propri beniamini a Bruxelles. «Ps. A causa inserimento non conforme di candidati nelle liste del secondo turno le votazioni sono state interrotte e verranno ripetute a partire dalle 13.00 alle ore 24.00», questo il post scriptum apparso ieri sul blog di Grillo per giustificare il black out che ha mandato in tilt gli attivisti. Democrazia momentaneamente sospesa:  impossibile accedere al link per aprire la scheda elettorale virtuale. È forte il sospetto che il disguido tecnico sia un trucchetto della regia per “aggiustare” l’esito del voto con buona pace della trasparenza. E poi,chi ha deciso i candidati al secondo turno? Di sicuro l’incidente è una bella gaffe per i maghi del web e un duro colpo alla democrazia digitale. Sul Forum si scatena la rabbia e scatta l’operazione mutuo soccorso tra gli elettori che sentono puzza di bruciato. «Clicco sul link e mi apre una pagina con il rimando solo alle proposte di legge, manca la finestra per la votazione! È la prima volta che mi succede…Come mai? Posso fare qualcosa per ovviare al problema?». Oppure: «Ragazzi, ragazzi. Se è vero il PS, che costava reindirizzare a una pagina con la stessa informazione, invece di farci impazzire in tentativi?». C’è anche chi minaccia l’ammutinamento: «Che pagliacciata –   commentano sul blog grillino – ma chi ha programmato sta roba? Io non voto più». Dopo qualche ore la votazione è ripartita a rilento ed è ancora giallo sulla causa dello stop. Sarebbe tutta colpa del ripensamento del calabrese Ivan, collaboratore del deputato Sebastiano Barbanti, che dopo essersi ritirato dalla seconda corsa si è ritrovato di nuovo in lista.  E anche sul fronte delle candidature la temperatura è alta, «non trovo giusto che ci siano un sacco di candidati che non hanno mai partecipato neanche ad una riunione sul territorio. Con un buon marketing qualunque incompetente puo andare a rappresentarci in Europa», scrive l’ingenuo Patrizio.