È morto Jacques Le Goff, lo storico che aiutò i moderni a capire la “luce del Medioevo”

È morto all’età di novant’anni lo storico francese Jacques Le Goff. A darne notizia è stato il sito on line del quotidiano parigino Le Monde. Lo studioso e saggista è deceduto a Parigi, secondo quanto fatto sapere dai familiari. Le Goff era nato a Tolone nel 1924 ed è stato prima allievo di Fernand Bruadel e poi è diventato uno dei maestri della scuola storiografica delle “Annales”, che ricostruiva la mentalità, l’immaginario e i simboli dell’epoca studiata trascurando i grandi avvenimenti e i grandi personaggi, nella convinzione che questa fosse la strada migliore per il “mestiere di storico”. Lo storico doveva cogliere il “processo” più che ricostruire i fatti. Numerosi i titoli tradotti in italiano tra cui meritano almeno una citazione Mercanti e banchieri nel Medioevo, La civiltà dell’Occidente medievale, L’immaginario medievale, La nascita del Purgatorio e il fondamentale Gli intellettuali nel Medioevo, in cui Le Goff ripercorre l’evoluzione degli intellettuali, il loro rapporto con la Chiesa e con la realtà urbana, il faticoso emergere di una cultura laica, il mondo degli scriptoria monastici e delle università, dei poeti e dei giuristi, e delinea alcuni ritratti di figure esemplari quali Abelardo, Bernardo da Chiaravalle, Pietro il Venerabile, Sigieri di Brabante.

Applicando il metodo della “lunga durata” alla storia Jacques Le Goff e gli altri storici delle “Annales” hanno scavato al di sotto degli eventi politico-militari per restituire un’antropologia storica dell’Occidente preindustriale (si pensi alla categoria da lui introdotta del tempo della Chiesa opposto al tempo del mercante, scandito dagli orologi, misurabile e da mettere a profitto) aiutando la comprensione del passato e avvicinando schiere di lettori a testi storiografici sottratti al lessico accademico e noioso degli eruditi. Le Goff è stato un grande storico ma anche un grande divulgatore: non a caso uno degli ultimi suoi libri tradotti per il pubblico italiano era una Storia d’Europa spiegata ai ragazzi. La storia, diceva le Goff, “è una memoria che gli storici si sforzano, attraverso lo studio dei documenti, di rendere oggettiva, la più veritiera possibile: ma è pur sempre memoria. Non proporre ai giovani una conoscenza della storia che risalga ai periodi essenziali e lontani del passato, significa fare di questi giovani degli orfani del passato, e privarli dei mezzi per pensare correttamente il nostro mondo e per potervi agire bene”.