Di giorno in Campidoglio, di sera cameriere: il curioso caso dell’ex assessore De Palo

«È tutto un magna magna», è uno dei modi di dire più abusati dai romani quando si parla di politica e dei suoi rappresentanti. Va in netto controtendenza rispetto alla vulgata la storia di Gigi De Palo, politico sconosciuto ai più, assessore alla famiglia e ai giovani nella giunta Alemanno, oggi consigliere capitolino d’opposizione e cameriere nei tempi morti, per mantenere la famiglia. Avrete capito che De Palo è un politico fuori dagli schemi. Su Twitter si presenta così: «37 anni, marito, padre di 4 figli, ex assessore alla famiglia della giunta Alemanno. Zemaniano e cintura nera di catechismo». La sua vicenda ha avuto molto risalto dopo l’articolo uscito a Pasqua sul Corriere della Sera, a firma di Tommaso Labate ed è stato un boom di contatti e di condivisioni. Racconta De Palo: «Ero presidente delle Acli e rompevo le scatole al sindaco Alemanno per fargli approvare il quoziente familiare. E nel 2011, quando ha azzerato la giunta, m’ha chiamato». In poco più di un anno da assessore di Roma Capitale a cameriere in una trattoria. «Messa così sembra la storia di un fallimento. E invece è il contrario. Dopo l’esperienza in giunta, l’anno scorso mi sono candidato con la lista civica di Alemanno. E sono stato eletto». Con 4.191 preferenze, tantissime. «Ed eccomi qua. Consigliere comunale e, per far sopravvivere una famiglia numerosa, cameriere due giorni a settimana, giovedì e sabato». La giornata tipo di De Palo? «Esce di casa la mattina presto, va in Campidoglio, fa il suo lavoro di consigliere comunale, poi toglie la giacca, indossa una camicia bianca, stringe il nodo del grembiulino e va a servire ai tavoli. Il giorno tra delibere e ordini del giorno, la sera tra bucatini e pappardelle».

Avrebbe detto il mitico Antonio Lubrano, la domanda sorge spontanea: «Come fanno i miei colleghi del consiglio comunale ad arrivare a fine mese? Magari non hanno una moglie disoccupata e quattro figli, forse hanno un incarico di partito, che ne so…»Quanto guadagna il consigliere comunale di una città come Roma inclusi gettoni di presenza? «Eccoli qua. 1.414 euro netti a ottobre, ed è andata bene. Poi 839 euro a novembre, 561 a dicembre, 1.756 a gennaio, che è il massimo possibile». Una cosa è sicura: quando il romano medio si ostina a ripetere che l’attività del politico “è tutto un magna magna”, De Palo può confermare che la cosa è vera. Ma solo durante il suo secondo lavoro.