Centri sociali e immigrati, un cocktail esplosivo: è il salto di qualità della sinistra antagonista

L’errore viene ripetuto ad oltranza, diabolicamente: la sinistra ha difeso e coperto l’altra sinistra per motivi politici ed elettorali, la situazione è degenerata, si è cercato di focalizzare l’attenzione altrove per non far venire a galla le responsabilità. Da tempo era chiaro che l’azione dei centri sociali aveva alzato il livello di scontro, alla ricerca di nuovi terreni fertili per il reclutamento. Ed era altrettanto chiaro che gli antagonisti avrebbero tentato di inglobare larghe fette di extracomunitari, quelle dei non regolari, privi di lavoro e quindi facili da condizionare. E così è stato, come dimostrato ampiamente dalle manifestazioni degli ultimi giorni. Il punto, infatti, non è il diritto alla casa, come qualcuno vuol far credere, men che meno è lo stato di sofferenza di chi non ha un tetto. Il punto è invece la casa come scusa per i disordini, come arma per una nuova battaglia di piazza, utile a creare tensione. Non c’è stata stagione politica, in Italia, durante la quale i centri sociali non abbiano trovato il pretesto per scatenare l’inferno. Ed ora è tornata di moda la parola okkupazione, scritta appunto con due “k”, come nei tempi più bui della nostra storia. C’è la pretesa di dover conquistare con la forza un’abitazione, non pagare nulla e sistemarsi lì, alla faccia di quelle famiglie che sudano fino all’ultimo centesimo per riuscire a racimolare i soldi per l’affitto. E di queste occupazioni (è qui il salto di qualità) protagonisti sono spesso gli extracomunitari, che s’insediano con l’aiuto dei militanti dei centri sociali. Ultimamente ci sono stati episodi nella zona Est di Roma, fortunatamente andati a vuoto per l’intervento delle forze dell’ordine. Ma che la situazione sia delicatissima lo dimostrano gli scontri con feriti nei vari sgomberi, cariche di polizia e polemiche. I movimenti – così vengono chiamati dalla stampa “amica” – non hanno fatto sconti. In un contesto del genere la sinistra ne approfitta per solidarizzare con gli occupanti, nella consapevolezza che – agendo così – si rischia un cocktail esplosivo. E sarebbe troppo tardi per porvi rimedio.