«Cane», «leccapiedi» e «nano» in tre vignette. E alla fine Brunetta querela Vauro

«C’è un limite a tutto, e la satira non c’entra con il razzismo, la diffamazione e l’attacco vergognoso alla dignità e all’onore delle persone. Ho dato mandato al mio avvocato affinché questa indecenza di Vauro nei miei confronti, che dura ormai da anni, abbia termine». Così il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta riferendosi a una serie di vignette di Vauro pubblicate dal sito di Servizio Pubblico. Le ultime strisce satiriche che hanno fatto traboccare il vaso si intitolano “C’era una volta… Brunetta”. La settimana precedente a ricevere un onore analogo era stata la deputata (guarda caso sempre di Forza Italia) Daniele Santanchè. Queste le strisce dedicate al presidente dei deputati forzisti: «I cagnolini di Arcore. Dudù e Brubrù» con Brunetta a quattro zampe accanto al barboncino di Berlusconi. E ancora, Brunetta effigiato all’inferno in una vignetta dal titolo “Brunetta pronto ad allearsi con il diavolo”. «Ehi capo. Mi sa che ci hanno mandato il nano sbagliato!», dice un diavolo a Lucifero. Poi, la più pesante di tutte: “Incarichi in Forza Italia. Solo Brunetta resta in piedi”. La striscia effigia Brunetta in una posa inequivocabile alle spalle di un Berlusconi con i pantaloni calati che dice: «È l’unico che riesce a leccarmi il sedere senza bisogno di chinarsi».  L’ultima, invece, prende spunto dall’arresto dei secessionisti veneti e raffigura il politico di Forza Italia racchiuso in una lattina con una cannuccia come una lancia in resta: «Una lattina e una cannuccia, il carro armato di Brunetta», ironizza Vauro. Già in passato Il Mattinale, la nota ufficiale della Camera di Forza Italia aveva stigmatizzato il comportamento del disegnatore toscano e l’acquiescienza del conduttore della trasmissione, Michele Santoro. «Non è questione di statura – ha attaccato Il Mattinale – ma il trasformarla in imprinting fisico della statura morale di servo, di persona che condizioni il proprio credo a un libro paga. Un nano al quadrato. Come il naso adunco degli ebrei, dove il problema non è il naso ma l’aver marcato la presunta caratteristica del volto come segno di un’anima adunca». Diritto di satira o libertà di insulto?