Bustarelle per rateizzare e cancellare i debiti con l’Erario: arrestato un funzionario di Equitalia

Prendeva bustarelle di professionisti per facilitare la rateizzazione di imposte, sanzioni e interessi dovuti allo Stato e ogni tanto cancellava anche il debito. Un meccanismo che è stato scoperto e che ha portato alla luce una truffa ai danni di Equitalia di ben 17 milioni. Su Equitalia ne abbiamo visto di cotte e di crude: cartelle pazze, proteste, manifestazioni, attentati, proroga di sanatoria e caos. Famiglie finite sul lastrico, fino a situazioni limite con impiegati, pensionati, professionisti e imprenditori che sono arrivati a compiere gesti estremi perché strozzati dalle pesanti cartelle esattoriali o, all’opposto, con altri che pur di non pagare ingenti somme hanno trovato furbescamente soluzioni più “facili” per far depennare il debito. Due situazioni che dimostrano, conti alla mano, l’inadeguatezza di un sistema che finisce con il trasformare il fisco in un “nemico” del contribuente e con l’incrinare il principio di legalità. E, proprio riguardo a questo secondo punto, il caso che è venuto alla luce stamattina ne rappresenta un esempio eclatante. Sette persone sono state arrestate da finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria per truffa ai danni di Equitalia e corruzione. Tra loro c’è anche un funzionario di Equitalia-sud Lazio. Le misure cautelari sono state disposte dalla magistratura di Roma, che ha anche ordinato decine di perquisizioni.  Il funzionario di Equitalia arrestato è Salvatore F. Nelle misure cautelari disposte dal gip di Roma Maria Bonaventura, su richiesta dei pm Nello Rossi, Francesca Loi e Stefano Fava, si ipotizza una truffa ai danni di Equitalia per 17 milioni di euro. Alcuni imprenditori attraverso professionisti, avrebbero contattato il funzionario compiacente, riuscendo, con pratiche corruttive e mazzette, a ottenere prima la rateizzazione dei propri debiti con l’Erario, infine la cancellazione. Le perquisizioni sono ancora in corso negli uffici di Equitalia di Lazio, Campania e Calabria. Finanzieri sono anche negli uffici di due direttori regionali che però non risultano indagati.