Bush dipinge quadri di leader politici: Berlusconi abbronzato e Putin con gli occhi di ghiaccio

Silvio Berlusconi abbronzatissimo, Vladimir Putin dagli occhi di ghiaccio, Tony Blair sobrio e risoluto, Hamid Karzai sospettoso. A vederlo davanti a una tela con in mano i pennelli e i colori a olio, George W. Bush non sembra l’uomo che per anni ha tenuto in scacco il mondo dopo l’invasione dell’Iraq. Ritrattista dei leader politici incontrati negli otto anni di Casa Bianca, questa è la “legacy” del 43esimo presidente degli Stati Uniti, artisticamente non un Raffaello, in mostra in “The Art of Leadership: A President’s Personal Diplomacy” da domani alla Presidential Library di Dallas, in Texas. «Ho scelto leader che ammiravo negli anni della mia presidenza cercando di catturarne lo spirito», ha detto Bush alla figlia Jenna, giornalista alla Nbc che oggi lo ha intervistato davanti al meglio della sua produzione. Al posto d’onore, con papà George H.W. Bush, il fedelissimo alleato Blair. Quanto a Putin “è uno che considera gli Stati Uniti come nemici”, ha detto a Jenna l’ex capo della Casa Bianca. Difficile guardarne il ritratto, gelido e calcolatore, senza pensare alla celebre frase con cui nel 2001 “W” “prese le misure” al capo del Cremlino: «L’ho guardato negli occhi e visto la sua anima: un uomo diretto, che ispira fiducia». Sono tempi di introspezione per gli ex presidenti: da Jimmy Carter che ieri è tornato a Washington per la prima della piece teatrale “Camp David” ispirato ai diari della moglie a Bush padre, festeggiato questo weekend a College Park in Texas da 800 sostenitori bipartisan per i 25 anni dall’inizio del suo unico mandato.