Bubbico contro i “suoi” poliziotti. La Russa: «Frasi di pessimo gusto». Ai domiciliari 4 manifestanti

«Capisco che sia corretto stigmatizzare il comportamento “sopra le righe” tenuto da pochissimi esponenti delle Forze dell’ordine durante gli scontri della manifestazione di Roma. Trovo, però, di pessimo gusto l’operato del sottosegretario all’Interno Filippo Bubbico che in una intervista rilasciata a Repubblica critica lungamente i suoi uomini mentre dedica solo tre righe di morbida condanna ai violenti che hanno devastato la città e aggredito le Forze dell’ordine. Non pago, il sottosegretario senza dare alcuna proposta o previsione su come almeno limitare l’azione organizzata e devastatrice di manifestanti violenti, torna oggi sull’argomento sostenendo che ‘occorre riprendere una riflessione sull’introduzione di codici identificativi per gli agenti di pubblica sicurezza. Da uomo di sinistra Bubbico dimostra tutta la sua allergia agli uomini in divisa, la sua tolleranza per le manifestazioni violente e quindi la incompatibilità con l’incarico che ricopre. Ci aspettiamo da parte del ministro Alfano parole di chiarezza in proposito». Così Ignazio La Russa commentando le parole del sottosegretario all’Interno Filippo Bubbico che ha fatto un mea culpa sull’operato della polizia tanto da farlo diventare un processo in piazza. La critica dell’esponente di Fratelli d’Italia arriva dopo l’intervista a Repubblica, ma Bubbico non ha cambiato tono più tardi, nell’intervento a Radio 24. «Da tempo il dibattito si incentra sulla necessità di introdurre codici numerici sui caschi dei poliziotti – ha sostenuto Bubbico – perché possano essere individuati. Perché quando si crea uno sbilanciamento fra la reazione violenta individuale di un poliziotto o l’aggressione violenta di un cittadino o gruppo di cittadini, si ricade negli eccessi e tutto ciò confligge con le regole democratiche».

Nelle stesse ore il gip di Roma ha disposto i domiciliari per i quattro manifestanti arrestati durante gli scontri avvenuti sabato a Roma nel corso della manifestazione per il diritto alla casa. A tutti è contestato di aver partecipato agli scontri con le forze dell’ordine lanciando oggetti, mentre a due di loro anche la resistenza e le lesioni a pubblico ufficiale. Nel corso degli interrogatori davanti al carcere di Regina Coeli, i compagni degli arrestati hanno paralizzato la zona lanciando bombe carta e bloccando il traffico.