Berlusconi va giù duro sulla riforma del Senato: «È inaccettabile e indigeribile»

«O facciamo una buona riforma o tanto vale chiudere il Senato del tutto». Silvio Berlusconi intervenendo telefonicamente alla presentazione delle liste per le elezioni europee di maggio a Milano ha puntualizzato subito che il disegno di legge costituzionale presentato dal governo Renzi è «assolutamente inaccettabile e indigeribile».  Precisando che non voterà «riforme scritte dal terzo governo non scelto dagli italiani solo per consentire ai partiti di governo di mettersi una medaglia prima delle europee». Al presidente del Consiglio, Berlusconi ha chiesto di «mantenere le promesse» e sul piatto delle riforme ha aggiunto una pietanza che per molti a sinistra è indigesta: «È necessaria l’elezione diretta del presidente della Repubblica. Questa è la prima riforma senza cui non si possono fare le altre». Riforme che includono quella della giustizia. Ha anche criticato la riforma delle Province che ”purtroppo” è già stata votata da Senato e Camera. Il leader di Forza Italia, dimesso dall’ospedale San Raffaele dove era ricoverato da giovedì sera per una infiammazione al ginocchio, ha poi annunciato che a partire dalla fine della prossima settimana tornerà a parlare agli italiani in televisione e si confronterà con Renzi che ha egemonizzato la tv «mentre io manco da quattordici mesi». Così, ha assicurato ancora il Cavaliere, «potremo salire» nei sondaggi «come nelle elezioni del 2013 quando raddoppiammo i voti di partenza». Un passaggio importante che servirà a ridare ossigeno al partito. Secondo un sondaggio, infatti,  Forza Italia è al 21,6% e Berlusconi ha raccontato che i sondaggisti gli hanno detto che «è un miracolo perché dall’altra parte c’è un signore, primo ministro di segreteria politica, che è in tv quattro-cinque ore al giorno». L’obiettivo di Berlusconi è «riuscire a trasformare la maggioranza dei moderati in una maggioranza politica, organizzata, permanente. Così otterremo – ha sottolineato – una vittoria alle prossime politiche, fra un anno, un anno e mezzo e potremo tornare a essere la democrazia che ora non siamo». Non è mancato il riferimento alla sua situazione giudiziaria: «Siamo vittime di un disegno che ci ha impedito di essere presenti sulle tv in attesa che giovedì prossimo ci sia una decisione finale su questa sentenza che ha condannato Silvio Berlusconi a quattro anni di carcere». Una sentenza che ha permesso al Pd di chiedere la sua decadenza dal Senato «violando ripetutamente la legge». Berlusconi ha citato il parere di sette costituzionalisti critici sulla legge Severino. Per avere un’interpretazione autentica su una legge, a suo dire, i giudici devono rivolgersi alla Corte dei diritti di Strasburgo e in questo caso «si è oltrepassato il colmo perché la pena prevista dalla legge Severino è stata applicata retroattivamente. Lo stanno facendo passare per un problema privato ma è un problema di democrazia». Durante la telefonata ha anche parlato degli «assurdi vincoli del patto di stabilità: uno, due, tre punti di inflazione fungono da lievito dell’economia». Secondo il Cavaliere «il punto non è euro sì o euro no ma rinegoziare tutti i trattati europei firmati in ginocchio di fronte alla Germania». Poi, ha citato la Thatcher parlando del fatto che l’Italia versa più alla Ue di quanto riceve: «I want My Money back». Il Cavaliere ha, infine,  scherzato anche sui suoi problemi di salute: «Le ginocchia fanno Giacomo Giacomo non per paura, ma per il mio passato da centometrista». E ha raccontato che le infiltrazioni stanno facendo effetto: «Spero di deambulare lunedì o martedì».