Berlusconi, il giorno del giudizio. Lui si propone per i servizi sociali: «Posso aiutare a motivare i disabili»

Oggi per la prima volta in Italia il tribunale di sorveglianza di Milano esaminerà la richiesta di affidamento ai servizi sociali avanzata da un ex presidente del Consiglio, che dovrà espiare una pena “accessoria” di un anno. In un’anonima aula al pian terreno del palazzo di giustizia, giudici e difensori, dovranno definire un programma “riparatorio” per Silvio Berlusconi, l’ex premier e leader di Forza Italia, condannato per il caso Mediaset. Molto probabilmente il Cavaliere non verrà in tribunale.

Visto il problema al ginocchio, da quanto è trapelato, i medici gli hanno sconsigliato di muoversi da casa. Se dovesse essere accolta l’istanza di affidamento ai servizi sociali, nella memoria difensiva Berlusconi fa una controproposta a quella (mezza giornata a settimana in un centro per anziani)  ipotizzata dall’Uepe, e cioè si è detto disponibile a frequentare una cascina nell’hinterland  milanese che un’associazione benefica sta ancora finendo di costruire per aiutare persone con disabilità. Il Cavaliere prospetta che potrebbe impegnarsi a fare il motivatore di soggetti rassegnati alla disabilità, a favorire studi sul tema, a contribuire alle attività all’aperto di recupero. L’ultima parola però spetterà al presidente del tribunale di sorveglianza Pasquale Nobile De Santis e al giudice relatore Beatrice Crosti, che decideranno entro cinque giorni (non sono tassativi), affiancati da due esperti esterni, la criminologa Silvia Guidali e la sociologa Federica Brunelli. Una volta depositato, il provvedimento, sia che disponga l’affidamento in prova sia la detenzione domiciliare, verrà trasmesso alle parti e anche all’ufficio della procura competente per l’esecuzione. Nel primo caso entrerà in scena l’Uepe, che entro dieci giorni convocherà il Cavaliere per la firma del verbale in cui sono elencate le prescrizioni. Da questo momento, inoltre, comincerà a decorrere la pena, cioè verranno scalati i giorni di pena espiata. Se invece dovesse essere disposta la detenzione domiciliare, sarebbero, come accade di solito, i carabinieri ad occuparsene e, eccetto deroghe, il leader di Forza Italia, potrebbe uscire di casa solo un paio d’ore al giorno.