“Ballarò” in versione elettorale: Floris, campione di faziosità, toglie la parola agli scomodi

Se il rubicondo faccione di Renzi non è sullo schermo, lo spot al “premier dei miracoli” è comunque assicurato. Soprattutto se in scena è RaiTre e a fare gli onori di casa è quel sobrio campione di faziosità che risponde al nome di Giovanni Floris. Martedì sera il salotto di Ballarò si è trasformato in un palcoscenico elettorale allestito per magnificare le magnifiche sorti e progressive del governo e mettere il bavaglio alle opposizioni. Tra gli ospiti della trasmissione Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, il forzista Maurizio Gasparri, la democratica Pina Picierno e il candidato dei Verdi europei alla presidenza della commissione Ue Josè Bovè. Sullo sfondo la ministra Beatrice Lorenzin che con disinvoltura passa dalla sanità a Papa Francesco mentre in studio impazza il dibattito sugli 80 euro.
Parte il primo round con la Picierno che, a corto di argomenti, si esibisce in una clamorosa gaffe con tanto di scontrino della spesa e interrompe continuamente la Meloni sotto l’occhio “benevolo” di Floris. Il “bravo presentatore” sorride e si gode la corrida lasciando che l’esponente democratica non faccia altro che parlare sopra l’ex ministro della Gioventù impedendole di articolare proposte e critiche. Numeri alla mano, la presidente di Fratelli d’Italia fa le pulci agli spot di Renzi obiettando, per esempio, che la tanto sbandierata diminuzione dell’Irap sarà coperta dalle tasse sui risparmi degli italiani, che le coperture sugli 80 euro sono ancora aleatorie e che la sinistra ha votato contro il tetto alle pensioni d’oro e oggi parla di aumenti alle pensioni sociali. La pasionaria del Nazareno, messa all’angolo, si innervosisce, ripete slogan imparati a memoria e continua a interrompere finché la Meloni dice: «Renzi non va ad “Amici”, ma tu non sei a “Uomini e donne”. Fammi finire di parlare», mentre Gasparri commenta divertito “Io sono il tronista”. «Fratelli d’Italia ha previsto un limite di 5.000 euro per le pensioni d’oro (in Italia c’è chi prende anche novantamila euro al mese senza aver versato i contributi) con la rivalutazione dell’eccedenza. Ma tutto il Parlamento, Pd compreso, ha votato contro». Qui l’imbarazzo della Picierno è alle stelle e non trova di meglio che gridare rinfacciando all’avversaria le cose non fatte. «Perché ti ricordi solo ora del tetto ai pensionati? Che cosa hai fatto quando eri al governo?». La Meloni non ci sta e controbatte: ti segnalo che non ero il ministro competente e che il primo contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro, quello che è stato dichiarato incostituzionale, lo ha messo il governo Berlusconi mentre voi a sinistra avete votato contro. Spiegate agli italiani perché lo avete fatto invece di chiedere conto a me di quello che ho fatto. Perché non lo spieghi? Perché volete tenervi amici i potenti di questa nazione con i quali siete sempre schierati, siete amici della banche e dei potenti». Si arrampica sugli specchi la Picierno che ancora una volta interrompe stizzita e si guarda bene dal rispondere. Viste le brutte, Floris dà la parola al ministro Lorenzin e chiude la partita. Si salva solo la copertina satirica di Maurizio Crozza. Il resto è la solita fuffa made in Ballarò.