Alfano: uniamo le forze moderate di centrodestra. FI alla fine chiederà di allearsi…

È un appello a tutto campo per coagulare le forze moderate e riformiste di centrodestra. Con una lunga intervista al Corriere Angelino Alfano torna sotto i riflettori e sembra intenzionato a sotterrare l’ascia di guerra nei confronti di Forza Italia e del Cavaliere. Un’operazione che deve avvenire per gradi, ma intanto il sasso è lanciato con l’obiettivo, che lo stesso leader del Nuovo centrodestra definisce «ambizioso», di un  rassemblement in grado di battere la sinistra alle prossime politiche. «Il nostro primo passo è quello di aggregare intanto l’area dei moderati che sta sostenendo un governo il cui obiettivo è riformare le istituzioni e rilanciare l’economia». Non parla di liste comuni ma di ricomporre le fratture del passato per la riunificazione di un’area popolare. Il ministro dell’Interno però esclude che si tratti di un corteggiamento all’area centrista (anche se sottolinea la calorosa accoglienza ricevuta al congresso dell’Udc) perché, ribadisce, «noi siamo bipolaristi convinti e non intendiamo dare vita a un’ennesima operazione centrista». L’appello all’unità, dunque, è rivolto alle forze politiche e sociali, al mondo delle associazioni e ai cittadini per intraprendere il percorso. Insieme». Il punto di partenza è rappresentato dalle formazioni che sostengono il governo Renzi, di cui Alfano rivendica la co-regia, nessuna parola definitiva, però,  sui rapporti con gli altri spezzoni riconducibili all’area di centrodestra come Fratelli d’Italia, Lega e naturalmente Forza Italia, il suo è più un appello agli elettori in vista delle europee che un braccio teso ai vertici. Tanto attivismo con l’obiettivo di superare l’agognata soglia del 4 per cento? Il leader di Ncd nega preoccupazioni contabili, «non si dà vita a un progetto politico e poi si ha paura di un barrage», dice, «non è il momento per personalismi, il Nuovo centrodestra si propone come una forza nuova, aperta, inclusiva e trainante». Sull’incognita rappresentata dalle relazioni, finora piuttosto ostili con il Cavaliere, dopo aver riconosciuto che Berlusconi è stata la calamita di attrazione per milioni di elettori dell’area moderata, Alfano non risparmia critiche al suo ex partito che «ha perso la sua forza attrattiva» e si smagnetizzato. Il ministro dell’Interno si candida, insomma, a colmare il vuoto politico del fallimento del Pdl, e si dice convinto che alla fine «sarà Forza Italia a chiedere di allearsi con noi per costruire una nuova alleanza di centrodestra, capace di sfidare e battere la sinistra alle urne». Solo i fatti dimostreranno se si tratti di un’ottimistica sopravvalutazione delle proprie doti di tessitore o del battesimo ufficioso di un percorso preparato dagli sherpa nel corso di queste difficili settimane. Quanto al sostegno a Demolition Man la risposta è lapidaria: «Finché Renzi promuoverà politiche economiche di centrodestra, finché si adopererà per un riassetto istituzionale che coincide con la nostra visione delle riforme, allora condivideremo l’obiettivo. Poi, una volta fondata insieme la Terza repubblica, torneremo a competere»