Alfano dopo gli scontri di Roma: giù le mani dalla polizia. Poi la minaccia: chiudo il centro ai manifestanti violenti

Dopo gli scontri della scorsa settimana scende in campo Angelino Alfano. Il ministro degli Interni lancia un’ipotesi: chiudere il centro storico di Roma ai manifestanti violenti e respinge l’ipotesi di un codice identificativo per gli agenti di polizia dopo gli episodi di violenza su manifestanti che sono stati filmati e che hanno fatto il giro della rete suscitando polemiche e critiche.  “E’ inaccettabile – dice Alfano – che il centro storico di Roma sia sottoposto a rischio di saccheggio ogni due o tre mesi, non vorremmo che ci costringessero a vietare in queste manifestazioni l’accesso al centro storico”.

”La libertà di manifestare è sacra ma tirare razzi non è manifestare”, afferma ancora il ministro dell’ Interno soffermandosi anche sul disagio dei cittadini romani. Poi ha mostrato una serie di foto che ritraggono gli antagonisti durante l’assalto contro le forze dell’ordine: “Questi sono i bravi ragazzi che si battono contro l’austerità e la precarietà”, ha denunciato Alfano. Non ha potuto però esimersi dal commentare l’immagine più nota degli scontri di sabato scorso, quella in cui un agente in borghese calpesta una ragazza a terra. Riferendosi al poliziotto – che è stato indagato – Alfano spiega che “se qualcuno ha sbagliato se ne occuperà chi di dovere”. Si è domandato, tuttavia, “perché i giornali non abbiano mostrato le foto dei manifestanti” che il capo del Viminale ha fatto vedere oggi in conferenza stampa. Una difesa sicuramente doverosa dell’impegno delle forze dell’ordine che sarebbe stato meglio accompagnare con parole chiare contro gli eccessi – documentati dalle immagini – della polizia su manifestanti ormai ridotti all’impotenza e bloccati a terra.