Addio ai vecchi nomi. In un tripudio di Emma e Francesco, sempre meno bambini si chiamano Mario…

Nomen omen, dicevano i latini. Ma ormai da molto non è più così. Tramontata la tradizionale abitudine a tramandare attraverso i figli gli autorevoli nomi dei nonni, che hanno rinverdito, di generazione in generazione, la stagione dei Giuseppe, dei Luciano,

delle Concette e delle Carmele, oggi tramontano definitivamente vecchie mode sociali e classici riti familiari.

Difficile, insomma, trovare tra le nuove leve una Tecla, un Alfonso, una Annunziata o un Annibale. Così come del resto, è caduta in disuso la moda mutuata dalla storia, e in voga negli anni Trenta, di chiamare i bambini Benito, Rachele e Adolfo, sostituita, di lì a un ventennio, dall’epopea di Sabrina (in omaggio al mitico film con Audrey Hepburn), come negli anni Settanta, dal boom di Raffaelle nate e battezzate in onore della soubrette nazional-popolare. E se nei più edonistici anni Ottanta hanno furoreggiato, da un lato, i Kevin, le Brook, i Ridge e le Logan, ignari neonati che devono il triste primato al successo delle soap televisive, e dall’altro i Diego, incolpevoli epigoni del ben più celebre fuoriclasse argentino, oggi la tendenza è quella a far rivivere a ogni parto i nomi dei figli dei calciatori (e non già dei campioni stessi), o degli eredi degli attori (e non più dei divi in prima persona). Un’indagine anagrafica riportata dal quotidiano La Repubblica, allora, avverte sul rischio estinzione di alcuni dei nomi storici della nostra tradizione, da Ernesto a Domenico, da Rita a Rosa: tutti finiti nella dimensione dell’oblio linguistico e del dimenticatoio sociale. E tra nuovi record vintage (nella classifica anagrafica il nome Emma, complici forse i successi musicali o cinematografici di molte eroine moderne ha rimontato posizioni più di qualunque altro competitor), e ciclici ritorni di fiamma (Francesco in testa a tutti, un successo dovuto forse, con i dovuti distinguo, a papa Bergoglio e al capitano della Roma), negli ultimi dieci anni – ci dice Repubblica – sono scomparsi dall’uso corrente Federica, Valentina Ilaria, Eleonora, al femminile, come i Christian, i Daniele, i Samuele, i Manuel e i Giacomo, al maschile.

Uno tsunami onomastico, insomma, che ha travolto – neanche a dirlo, in periodo di crisi della fede – i vari omaggi celebrativi della tradizione cattolica: addio, allora, ai vari Natalina, Assunta, Pasquale, Rosario, e così via. Di contro, però, è un trionfo di Sofie – che detronizzano le modaiole Giulia di qualche anno fa – e di Alessandro e Andrea.

E quindi, tra revival e nuovi debutti, diciamo addio al signor Mario: uno dei nomi più classici della nostra storia anagrafica in via di estinzione, con tutto il bagaglio iconologico che si porta dietro…