A rischio chiusura la Comunità Giovanile di Roma. Gli operatori si incatenano davanti all’assessorato

Rischia la chiusura la prima Comunità Giovanile della capitale che, nel casale di proprietà comunale di Via Grotta Perfetta 610, da quasi tre anni offre servizi alle famiglie e ai giovani del quartiere grazie al lavoro di operatori e volontari. È l’ultimo capriccio dell’assessore alla Scuola, alla Famiglia e all’Infanzia, Alessandra Cattoi, mariniana doc, che su due piedi (e sull’onda delle proteste di associazioni legate alla sinistra e del centro sociale La Strada) ha deciso lo sfratto del servizio erogato dall’Agenzia capitolina per le tossicodipendenze: un fiore all’occhiello nella prevenzione e nella promozioni di stili di vita sani alternativi al muretto. Al suo posto dovrebbe sorgere un fantomatico sportello contro la violenza femminile. È una scelta a dir poco ideologica che metterebbe fine alla prima Comunità Giovanile in Italia a essere finanziata interamente da un ente locale grazie alla partnership con l’associazione Asi Ciao e le Acli, vincitrici del bando pubblico di assegnazione. Gli operatori della Comunità sono sul piede di guerra: da questa mattina si sono incatenati davanti alla sede dell’assessorato di Via di Capitan Bavastro, decisi a fare sul serio contro la chiusura del centro che nel corso degli anni è diventato un polo di aggregazione e di socialità per il quartiere e per l’intera città. Alla scadenza del bando di assegnazione, lo scorso 2 febbraio, avevano proposto l’erogazione del servizio a costo zero fino alla nuova assegnazione per non disperdere il patrimonio di questi tre anni. Ma la solerte assessora ha impiegato due mesi per incontrali (per poi decidere lo sgombero) e solo 20 minuti per presentarsi all’assemblea “spontanea” dei centri sociali che hanno messo gli occhi sul casale.

«A inizio di questa settimana – spiegano i ragazzi della Comunità Giovanile – abbiamo ricevuto un’intimazione alla riconsegna delle chiavi prevista per questo venerdì alle ore 12 (domani), con in calce riportata l’ipotesi di sgombero forzato. Tutto questo per far spazio ad un affidamento diretto (senza bando pubblico) della struttura a delle associazioni che si occuperanno di realizzare uno sportello antiviolenza in emergenza sos donna H24». Un regalo alla sinistra perché lo sportello già esiste, ha sede nel VII municipio a San Giovanni, e non c’è alcuna ragione per trasferirlo visto che la maggior parte delle utenze provengono da quel territorio. Un regalo alla sinistra visto che il presidente dell’VIII municipio, Andrea Catarci, dall’acre passato militante,  si è affrettato a emettere un bando di sei mesi per aprire un centro di aggregazione giovanile a 300 metri dall Comunità di Grotta Perfetta. Con lo sfratto la struttura verrà chiusa alle attività aperte al quartiere che fanno della Comunità Giovanile un progetto unico nel suo genere in Italia. Concerti, concorsi, attività sportive, laboratori teatrali e fotografici, inziative ludiche e culinarie: il centro dedicato agli adolescenti e ai giovani dai 14 ai 35 anni è finalizzato alla prevenzione delle sostanze stupefacenti e dei comportamenti a rischio. Per sei giorni a settimana uno staff di operatori qualificati promuove e organizza corsi che educano alla Bellezza e alla creatività, mette a disposizione spazi e strumenti per l’organizzazione di attività di solidarietà e di cittadinanza attiva, organizza pomeriggi all’insegna del gioco.

Ai ragazzi è giunta la solidarietà del consigliere comunale Fabrizio Ghera: «Da giorni Fratelli d’Italia denuncia, anche attraverso un’interrogazione sulla situazione del casale Rosati e su cui attendiamo ancora una risposta dall’assessore, come la cancellazione del servizio Comunità Giovanile, da parte del sindaco e della sua giunta, sarebbe un grave errore poiché svolge una attività di prevenzione che in soli due anni ha raggiunto oltre 22 mila contatti». Tutto questo rischia di saltare per una scelta a senso unico dell’assessore della Giunta Marino, che non è nuova a blitz nei confronti di realtà estranee alla rete di associazioni di sinistra. Fin dal battesimo la Comunità Giovanile di Roma è stata presa di mira dai ras del territorio e da gruppi che si definiscono “gente di Roma 70” che non tollerano “intrusioni” e che alcuni mesi fa hanno fatto irruzione nei locali, facendo riprese non autorizzate e minacciando l’occupazione. «Non possiamo accettare che possa essere chiuso uno spazio di fondamentale importanza per il quartiere. Chiediamo – spiegano i ragazzi incatenati davanti all’assessorato – che venga indetto quanto prima un bando pubblico che ristabilisca le giuste modalità di utilizzazione dei beni pubblici e che rispecchi le reali necessità del quartiere contro la prepotenza dimostrata in questi ultimi due mesi dall’Assessorato alla Famiglia, Giovani e Pari opportunità». Siamo disposti a riconsegnare le chiavi – dicono – solo al legittimo vincitore di un bando pubblico.