A Montecitorio il ricordo di Domenico Mennitti: un uomo di cultura al servizio della “vera” politica

Un minuto di silenzio nell’aula della Camera in memoria di Domenico Mennitti, uno dei personaggi più rilevanti degli ultimi decenni, un uomo che ha saputo lasciare il segno, dando un apporto fondamentale all’evoluzione della destra, esperienza e cultura al servizio della politica. E questi elementi sono venuti fuori dai ricordi di chi è intervenuto a Montecitorio. «Mimmo Mennitti non è mai stato un uomo di parte, anche se faceva politica in un periodo in cui la fazione dominava e l’ideologismo incideva sulle scelte personali – ha detto Ignazio La Russa in aula – In quegli anni di scontri duri, Mennitti riusciva a mettere nella sua graduatoria prima l’interesse per l’Italia e subito dopo l’interesse di quell’area più vasta del suo partito. Militava nel Msi, quando il Msi era fuori dal cosiddetto arco costituzionale ma si deve a lui e a Pinuccio Tatarella la fase di maturazione della destra identitaria che aveva in Giorgio Almirante il suo alfiere. A loro – ha aggiunto – si deve la maturazione da partito di testimonianza a partito capace di incidere come forza governativa. Esaurita questa fase, decise di dedicare la sua enorme energia mentale al giornalismo e andò a dirigere il Roma e poi fondò Ideazione. Mennitti contribuì in maniera decisiva alla nascita del centrodestra italiano ed ebbe un ruolo importante quando Silvio Berlusconi decise di fondare Forza Italia. Decise infine di fare il sindaco della sua città e lì, sublima i suoi interessi: stare in mezzo alla gente per migliorare la qualità della vita dei suoi concittadini. Fu l’ultimo atto del suo sforzo politico intellettuale. Mimmo è riuscito a farsi ricordare da tutti come una persona da apprezzare e da amare». Angelino Alfano ha voluto ricordare Mennitti come «grande intellettuale, bravissimo sindaco, grande uomo», sottolineando che il periodico Ideazione «è stato il primo think tank della destra italiana»