Voto in Piemonte, il centrodestra cerca il candidato unico. Si rafforza l’ipotesi Crosetto

In Piemonte il centrodestra cerca di recuperare tempo e individuare il candidato alla presidenza della Regione da contrapporre all’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino. Nel capoluogo piemontese sono giunti contemporaneamente i leader di Forza Italia, Nuovo Centrodestra e Lega, ciascuno impegnato in un appuntamento del proprio partito in vista dell’election day del 25 maggio. Ma mentre Giovanni Toti, Angelino Alfano e Matteo Salvini facevano rimbalzare da una convention all’altra dure parole legate al braccio di ferro in corso sulla scelta del candidato, nello schieramento avverso Chiamparino svelava il suo simbolo, il Monviso, durante una visita elettorale nel cuneese. «Crediamo nelle primarie e le vogliamo anche in Piemonte», ha esordito il leader di Ncd, Alfano. «Siamo disponibili a qualsiasi ragionamento ma non sul nome del candidato – ha replicato Toti, consigliere politico di Berlusconi – siamo il primo partito e rivendichiamo il ruolo di guidare la battaglia per la Regione». Il segretario della Lega Salvini, che in Piemonte vede «nuvoloso…», si è detto però «fiducioso che il centrodestra se la possa giocare».

Il nodo del contendere è che gli azzurri vogliono imporre la candidatura del loro coordinatore regionale Gilberto Pichetto, mentre Fratelli d’Italia propone il proprio coordinatore nazionale Guido Crosetto, sul quale potrebbe convergere anche Ncd. Il Carroccio per ora ha fatto il nome dell’assessore uscente Claudio Sacchetto, esponente leghista rimasto indenne nella bufera giudiziaria che si è abbattuta sulla Regione. Le trattative fervono, e i bene informati assicurano che la decisione sarà presa entro i primi giorni della prossima settimana.

«Fratelli d’Italia-An ha cercato fin dall’inizio di costruire le condizioni affinché il centrodestra potesse concorrere a vincere anche nelle elezioni regionali piemontesi. Abbiamo chiesto di individuare insieme il metodo migliore per scegliere il candidato della coalizione. Abbiamo proposto le primarie, ma abbiamo offerto la nostra disponibilità anche ad altri meccanismi, purché l’obiettivo fosse l’individuazione del candidato più forte. Abbiamo sondato tutti i possibili candidati e, senza possibilità di smentita, il candidato più competitivo è risultato quello che noi abbiamo proposto fin dall’inizio: Guido Crosetto. Chiediamo ora agli altri partiti della coalizione di convergere sulla candidatura di Crosetto, oppure di spiegare per quali ragionamenti politici o per quali altri motivi il centrodestra non dovrebbe trovare l’unità sull’unico candidato che può davvero risultare competitivo ai fini della vittoria», ha detto Giorgia Meloni. «Fare una scelta diversa significherebbe negare il metodo sempre proclamato nel centrodestra e dallo stesso Silvio Berlusconi e aver dato per persa la sfida in Piemonte».