Una banda di albanesi aggredisce due minorenni italiani in autobus: picchiati per uno sguardo

Violenza, ancora violenza. Protagonisti i minorenni, la maggior parte immigrati. I motivi sempre più futili, basta poco, una parola sbagliata, un gesto involontario, una battuta inconsapevole. Basta sedersi nella metro e non dare il posto a un altro, basta una telefonata fatta troppo ad alta voce o magari l’opposto, a voce troppo bassa, per scatenare una rissa dove il sangue diventa un trofeo e magari le scene peggiori vengono postate su facebook. Stavolta il fattaccio è accaduto nel Riminese: un presunto sguardo di troppo – solo presunto e non accompagnato nemmeno a un complimento verbale – che sarebbe stato rivolto a una ragazza, ha scatenato la violenza di dodici ragazzi albanesi, dieci minorenni, nei confronti di due coetanei italiani. Gli autori sono stati tutti identificati dai carabinieri e segnalati all’autorità giudiziaria con l’ipotesi di lesioni personali. Le vittime dell’aggressione hanno subito ferite giudicate guaribili in alcuni giorni. I due ragazzi italiani, a bordo di un bus di linea in un centro del Riminese, per futili motivi sono stati avvicinati e provocati da un coetaneo albanese, che li ha invitati a scendere dal mezzo per “regolare” i conti in quanto “colpevoli” di aver guardato insistentemente una ragazza. Al loro rifiuto lo straniero ha fatto una telefonata e poco dopo, a una successiva fermata, sono saliti sul mezzo altri connazionali, alcuni armati di bastoni, e tutti insieme si sono scagliati contro i due studenti. Solo la reazione del conducente e di alcuni presenti, che hanno allertato i carabinieri, hanno evitato il peggio. Gli aggressori sono fuggiti, ma sono stati ora individuati dai militari.