Ucraina, braccio di ferro tra Usa e Russia. Si torna a respirare aria di guerra fredda…

Si torna a respirare atia di guerra fredda tra i due “blocchi”, come negli anni Settanta e Ottanta. Obama ha ammonito Mosca che ogni intervento armato nella crisi ucraina «sarebbe profondamente destabilizzante per l’Ucraina e potenzialmente pericoloso» e, «sarebbe una chiara violazione dell’impegno russo al rispetto dell’indipendenza, della sovranità e delle frontiere dell’Ucraina, delle leggi internazionali». Soprattutto: avrebbe “un costo” che non è stato specificato.

Ma la prima conseguenza degli atti aggressivi di Mosca potrebbe essere il boicottaggio di Usa e Paesi europei del G8 in programma a Sochi. Dopo l’invasione venerdì sera da parte di soldati russi, la situazione in Crimea è molto tesa e le informazioni che giungono continuano a destare preoccupazione. Il ministro della Difesa ucraino, Igor Peniuk  ha confermato che è di seimila uomini di contingente russo inviato da Mosca in Crimea. Mentre il neo premier Serghiei Aksionov della Crimea, nominato dopo la destituzione giovedì scorso del governo locale da parte dei deputati, in un discorso trasmesso per esteso dalla televisione di Stato russa ha chiesto l’aiuto del presidente russo Vladimir Putin per restaurare la “pace e la calma” nella regione. Lo stesso premier al momento della sua nomina, avvenuta nel parlamento di Crimea occupato da una trentina di filorussi armati e in mimetica, aveva detto che Victor Ianukovich é il legittimo presidente dell’Ucraina. La Russia, si legge sulle agenzie,non ignorerà la richiesta di aiuto dei dirigenti della Crimea. Il premier ucraino Arseni Iatseniuk, dal canto suo, ha puntualizzato che «la presenza inadeguata dei militari russi in Crimea é una provocazione, ma i tentativi di far reagire l’Ucraina con la forza é fallito». Kiev ha denunciato una «invasione armata russa» in Crimea, afflitta da tensioni separatiste e che ospita la flotta russa del Mar Nero. Per il ministro degli Esteri, Andrei Dechtchitsa, l’accordo con la Russia sullo status della flotta «é stato violato».  E più passano le ore più la situazione diventa complessa. L’inviato dell’Ansa ha constatato che gruppi di cosacchi russi pattugliano insieme a forze della Crimea il checkpoint nei pressi della città di Armiansk lungo la linea che segna l’inizio della Crimea. Al checkpoint si notano anche almeno due postazioni di mitragliatrici. Mentre un giornalista della France Press ha notato che decine di uomini armati con kalashnikov e incappucciati, in uniforme non identificabile, si sono posizionati vicino al Parlamento della Crimea, nella capitale Simferopoli. Due mitragliatrici sono state collocate in modo da poter proteggere l’edificio. Un commando filo-russo aveva già preso giovedì scorso il controllo del Parlamento, ma non era visibile dall’esterno.