Tutti d’accordo: no al bullismo. Ma sui corsi di “diversità sessuale” è scontro cattolici-laici

È scontro laici-cattolici sull’indottrinamento “sessuale” nelle scuole italiane, dopo la decisione del ministero di sospendere la pubblicazione dei volumi, autorizzati prima da Monti e poi da Letta, dedicati alla cultura dell’ anti-omofobia, che però, a ben vedere, ponevano i ragazzini di fronte a riflessioni sull’identità sessuale che a tanti hanno fatto apparire quelle pubblicazioni del tutto fuori luogo. A scatenare l’ira dei cultori del pensiero unico laicista è stata poi la prolusione del cardinale Angelo Bagnasco. In uno dei suoi passaggi più significativi, infatti l’arcivescovo di Genova ha parlato delle polemiche sulla cosiddetta ideologia di genere e della sua introduzione nelle scuole. Il riferimento va «alla recente iniziativa – variamente attribuita – di tre volumetti dal titolo Educare alla diversità a scuola, che sono approdati nelle scuole italiane, destinati alle scuole primarie e alle secondarie di primo e secondo grado». Per il presidente della Cei «in teoria le tre guide hanno lo scopo di sconfiggere bullismo e discriminazione – cosa giusta –, in realtà mirano a “istillare” (è questo il termine usato) nei bambini preconcetti contro la famiglia, la genitorialità, la fede religiosa, la differenza tra padre e madre… parole dolcissime che sembrano oggi non solo fuori corso, ma persino imbarazzanti, tanto che si tende a eliminarle anche dalle carte». Bagnasco ha parlato di una «lettura ideologica del “genere” – una vera dittatura – che vuole appiattire le diversità, omologare tutto fino a trattare l’identità di uomo e donna come pure astrazioni». E poi ancora: «Viene da chiederci con amarezza se si vuol fare della scuola dei “campi di rieducazione”, di “indottrinamento”». Da qui l’esortazione: «Ma i genitori hanno ancora il diritto di educare i propri figli oppure sono stati esautorati? I figli non sono materiale da esperimento in mano di nessuno, neppure di tecnici o di cosiddetti esperti». Parole durissime che hanno aperto un nuovo fronte di polemiche su due media per storia e cultura progressisti. Il Fatto quotidiano dedica al tema un articolo dal titolo “Distruggono la famiglia”. Al rogo i libretti del diavolo. Bagnasco contro i i testi… che indicano a insegnanti e studenti percorsi per non discriminare. Si spiega nel dettaglio di cosa trattano i libretti Educare alla diversità a scuola e l’iter che li ha portati ad essere programma di studio scolastico. Per il giornale diretto da Antonio Padellaro il “monito” del presidente della Cei  è «indirizzato forte e chiaro al governo Renzi e al ministro competente». Nei volumi, a cura dell’Unar, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, si illustrano le tematiche che si sviluppano in cinque schede che trattano le “linee-guida per un insegnamento più accogliente e rispettoso delle differenze”. Si fa un excursus dei vari tipi bullismo per poi approdare al nocciolo della questione. C’è, si legge nell’articolo, uno spazio con le domande frequenti dove si risponde in modo schematico ai quesiti sulla sessualità. “I rapporti sessuali omosessuali sono naturali? Sì. Il sesso tra le persone  dello stesso sesso è presente in tutta la storia dell’umanità, sin dall’antica Grecia. Inoltre, molti eterosessuali possono avere sporadiche fantasie  omosessuali, così come molti omosessuali possono avere sporadiche fantasie etorosessuali. Un pregiudizio  diffuso  nei paesi di natura fortemente religiosa è che il sesso vada fatto solo per avere bambini. Di conseguenza tutte le altre forme di sesso non finalizzate alla procreazione, sono da ritenersi sbagliate. Un altro pregiudizio è che con la omosessualità si estinguerebbe la società. In realtà, come afferma l’Oms, la sessualità è un’espressione fondamentale dell’essere umano. L’unica cosa che conta è il rispetto reciproco dei partner. Quindi potremmo ribaltare la domanda chiedendoci: “I rapporti eterosessuali sono naturali?”». «Qui – continua il giornale –  si arriva al terreno di scontro con la Cei perché sono questi e altri passaggi che hanno fatto fare un salto sulla sedia al cardinale Bagnasco». Anche Repubblica affronta l’argomento con un articolo dal titolo “No ai corsi anti-omofobia”. A scuola l’ultima battaglia tra i laici e i cattolici. Al centro delle polemiche, si legge, «c’è il piano che burocraticamente viene chiamato “Strategia nazionale LGBT 2013” che il governo Monti aveva varato con l’obiettivo di arginare l’onda di intolleranza e bullismo nelle scuole. Ma che i cattolici avevano bollato dall’inizio come uno strisciante tentativo di incoraggiare i ragazzi all’omosessualità». Ma pochi giorni fa, ricostruisce il quotidiano romano, è arrivata a tutti i dirigenti scolastici di elementari, medie e superiori una circolare del ministero dell’Istruzione che “rinviava a data da destinarsi” i due giorni di corso di formazione per insegnanti previsti per per questa settimana… A denunciare l’inconfessabile desiderio di lasciare cadere l’iniziativa era stata, a Montecitorio,  la deputata Michela Marzano (Pd), con un’interpellanza, mentre Gabriele Toccafondi, sottosegretario all’Istruzione, vicino ad Angelino Alfano, si impegnava da tempo contro “l’indottrinamento dei giovani” nelle scuole, remando contro l’intervento delle associazioni gay». «Da parte mia – dice Toccafondi a Repubblica – c’è il massimo impegno contro le discriminazioni. Ma non possiamo usare  la scuola italiana come un campo di battaglia ideologico, dobbiamo promuovere un confronto aperto tra docenti e famiglie».