Troppe intercettazioni di Erdogan sul social network: la Turchia chiude Twitter

La Turchia ha bloccato da giovedì sera l’accesso a Twitter. La decisione è arrivata qualche ora dopo l’annuncio del premier Erdogan. Durante un comizio a Bursa per la campagne in vista delle cruciali amministrative del 30 marzo, che potrebbero essere decisive per il suo futuro politico, Erdogan aveva arringato la folla contro il social network con un minaccioso: «Sradicheremo Twitter». Il premier turco, coinvolto nella tangentopoli del Bosforo che coinvolge decine di personalità del regime, vede praticamente ogni giorno uscire su Twitter e Youtube intercettazioni di telefonate compromettenti, probabilmente realizzate per ordine dei magistrati anti-corruzione prima di essere rimossi per volontà del governo, che lo riguardano. «Non mi interessa quello che dirà la comunità internazionale. Ognuno sarà testimone del potere della repubblica turca» ha tuonato Erdogan, precisando di avere in mano una «decisione di un tribunale» che consentirebbe di agire contro twitter. Il premier turco aveva già definito le reti sociali «una minaccia» per la società durante la rivolta di Gezi Park nel giugno scorso. Tre milioni di giovani turchi erano scesi in piazza per contestarlo pacificamente, chiedendo più democrazia e libertà, usando Twitter e Facebook per autoconvocarsi e informarsi aggirando l’autocensura dei grandi media controllati dal governo.

Durissimi i commenti della stampa non governativa: Cumhuriyet scrive che questa decisione «mette la Turchia al livello di paesi come la Corea del Nord». «Intrappolato nelle inchieste anti-corruzione – aggiunge il quotidiano di opposizione – Erdogan ha scelto ancora una volta di vietare». Il quotidiano più diffuso del Paese, Zaman, vicino alla confraternita islamica di Fetullah Gulen, titola «Duro colpo alla libertà, chiuso Twitter». Sulle reti sociali si è scatenata la protesta degli utenti. Twitter ha predisposto misure alternative per i suoi utenti turchi per aggirare il divieto ufficiale. Sulla rete sociale internazionale gli hashtag di protesta #TwitterisblockedinTurkey e #DictatorErdogan sono rapidamente diventati trend topics mondiali. Manifestazioni di protesta sono previste a Istanbul, Ankara e Smirne, le tre principali città del Paese.

Erdogan annuncia la chiusura di Twitter durante un comizio (video)