Signore belle, non sono qui per vendere ma per regalare: Renzi fa l’incantatore, ma chi paga?

Se a chi guadagna meno di 1500 euro netti al mese promettono che da maggio avrà  80 euro in più in busta paga come pensate che reagirà? Non dico che aprirà una bottiglia di champagne (perché  non se la può permettere), però magari un prosecchino, una di queste sere, se lo stappa insieme a sua moglie o alla sua compagna; che magari guadagna suppergiù la stessa cifra, per cui c’è la possibilità che in casa entrino tra non molto 160 euro in più a fine mese. Una bella sommetta per una famigliola ossessionata dalla terza settimana. E certo un bel segnale di incoraggiamento per un Paese che da tre anni vive in una sorta di quaresima fatta  di tasse, equitalie, consumi calanti, povertà crescenti, reddito declinante e quanto di peggio è accaduto nei peggiori anni della nostra vita.

Va dunque dato atto a Renzi di aver tirato fuori il coniglio dal cilindro, azzeccando una mossa di sicuro effetto, capace, presumibilmente, di fargli ottenere una vasta popolarità di qui alle elezioni di maggio. Solo che, passato l’effetto annuncio, sorge spontanea una domanda: bravo Matteo, ma chi paga? Dove li prendi i soldi per restituire a 10 milioni di lavoratori 10 miliardi di cuneo fiscale? Perché dovrebbe riuscire a te quello che non è riuscito, in ordine cronologico, a Tremonti, Monti, Grilli, Letta e Saccomanni? È qui che casca , come si suol dire, l’asino. Perché il giovane Matteo, sulle coperture, non è stato affatto convincente. Invece delle slide, tutti avremmo preferito vedere, come gli ha rimproverato Brunetta,  il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan accompagnato dal ragioniere generale dello Stato Daniele Franco. Parlando di coperture, il giovane premer ha fatto davvero quattro passi tra le nuvole. La mitica spending review? Quello che dice Renzi non collima infatti con quanto affermato dal commissario Cottarelli, il quale ha detto molto chiaramente che si potranno al massimo racimolare 3 miliardi. E bisogna pure fare in fretta. Il premier ne spara invece 7 e dice che quelle di Cottarelli sono stime «prudenziali». Ma vi pare una cosa seria? Vu fidate di uno che parla così? Sembra di assistere a una vecchia vendita in piazza, con i vecchi imbonitori che concionavano in mezzo alle massaie: «Signore belle, non sono qui per vendere ma per regalare…».

Ma ancora più sconcertante è Renzi quando dice che in pochi mesi risolverà il problema della burocrazia paralizzante e che inaugurerà il semestre di presidenza Ue con un’Italia «più leggera». Ma lo sa, Matteo, di cosa sta parlando? Pensa davvero di riuscire a vincere l’eventuale opposizione di direttori generali, capi di gabinetto, capi di uffici legislativi in una manciata di mesi? Ripeto la domanda: ma vi sembra una cosa seria? La scommessa (o forse l’azzardo) di Renzi è che quei 10 miliardi di cuneo fiscale abbattuto possano far riprendere i consumi e quindi contribuire a migliorare la situazione macroeconomica dell’Italia. Ma se poi non andasse così, chi pagherà il conto? Quali ulteriori inasprimenti fiscali sono in agguato? Renzi dice che in 100 giorni farà faville. Basta che non siano come i 100 giorni di Napoleone, dopo i quali ci fu la disfatta di Waterloo e l’esilio all’isola di Sant’Elena.