Sette indagati per la bambina morta durante un intervento all’orecchio

Sette componenti l’equipe medica che ha operato la bambina di dieci anni morta nella clinica Villa Mafalda a Roma sono stati indagati per omicidio colposo. Si tratta di due otorini, dell’anestesista e altro personale medico-sanitario presente durante l’intervento chirurgico. Il pm Ilaria Calò, magistrato di turno, ha disposto l’autopsia ed affidato l’incarico a Luigi Cipolloni, dell’Istituto di Medicina legale della “Sapienza”. Il medico legale sarà affiancato da Remo Orsetti, specialista in anestesia, rianimazione e terapia del dolore della casa di cura “Salvator mundi”. L’intervento chirurgico all’orecchio destro della bimba aveva il fine di ricostruire la membrana timpanica.
Per due ore i medici di Villa Mafalda hanno tentato di riportarla in vita, ma alla fine non c’è stato più nulla da fare. La piccola Giovanna si è spenta in quella casa di cura dove avrebbero dovuto ricostruirle la membrana timpanica, e dove sabato, invece, ha trovato la morte. I genitori non si danno pace, continuano a chiedersi come possa essere accaduto. «Era un intervento di routine. Com’è possibile che, per una banale operazione chirurgica all’orecchio, mia figlia possa essere morta?», si domanda ininterrottamente il papà che ha presentato denuncia ai carabinieri. La casa di cura si è detta “affranta” per la morte della piccola ed ha espresso «la sua indiscutibile fiducia nell’operato dei medici», che hanno «lottato a lungo per salvare la vita della bambina». La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, mentre fascicoli, documenti e cartelle cliniche sono state sequestrate dai militari dell’Arma. La bimba, secondo quanto riferito dai genitori, non avrebbe mai sofferto in passato di patologie particolari né sarebbe mai stata sottoposta ad altri interventi. «Né le indagini né la denuncia riguardano in alcun modo l’adeguatezza della struttura», ha ribadito la casa di cura, finita già nel ciclone delle polemiche in seguito alla morte di Alberto Bevilacqua, avvenuta lo scorso settembre. In quell’occasione la Procura iscrisse nel registro degli indagati, con l’accusa di omicidio colposo, i quattro medici dell’equipe che per undici mesi si era presa cura dello scrittore. Una decisione che venne definita “ridicola” dai dirigenti di Villa Mafalda.