Renzi: «I sorrisini su di me? Fantasie». Poi annuncia che sulla scheda del Pd non ci sarà il suo nome

«Ho letto dei sorrisi tra Barroso e Van Rompuy, ma ho trovato questa ricostruzione lontana dalla realtà. Il mio obiettivo, però, è far sorridere le famiglie italiane. Io ho dovere verso di loro, non verso l’Europa». Fantasie, dunque, secondo il premier, quei sorrisini su di lui che tutti hanno visto. Ma Renzi non è Berlusconi e nessuno si scandalizza per la “figuraccia” internazionale, come accadde invece per i sorrisini tra la Merkel e Sarkozy e lui liquida la questione come un’allucinazione collettiva. A Bruxelles Renzi liquida anche la questione del simbolo del Pd, che secondo alcuni andrebbe caratterizzato dal suo nome: «Non è intenzione del partito democratico inserire il mio nome nel simbolo del Pd».  Poi si passa a parlare del semestre di presidenza italiana: «Il semestre che noi immaginiamo vede l’Europa sulle frontiere di innovazione, agenda digitale, climate change, che affronti questioni vere a partire dalla lotta alla disoccupazione. Un’Europa che si occupi di vincoli astratti e lontani da gente è un’Europa che sbaglia», ha detto Renzi rispondendo sul fiscal compact. «La posizione dell’Italia non è cambiata, siamo in linea di assoluta continuità con i governi che ci hanno preceduto. Dobbiamo fare del semestre italiano una grande occasione per l’Europa», ha aggiunto il presidente del Consiglio.