Renzi e la “svolta buona”: sblocco dei debiti della PA e taglio Irpef. Restano i dubbi sulle coperture

“Il lavoro svolta, la svolta buona”. Questo il titolo che il premier Matteo Renzi ha voluto dare alle slides con cui ha presentato a Palazzo Chigi le misure economiche che a suo avviso renderanno dal 1 luglio l’Italia “più leggera” e in grado di “fare riforme strutturali”. Entro 15 giorni, inoltre, sarà portato in Parlamento un ddl per la riforma del Senato che – ha detto il premier – non voterà “mai più la fiducia” né la legge di stabilità. 

Quindi ha spiegato le misure economiche: sblocco ”immediato e totale dei debiti della Pubblica amministrazione: “22 miliardi già pagati e 68 miliardi che pagheremo entro luglio”. Cinquecento milioni di euro in più per il fondo di garanzia per le Pmi per la lotta al credit crunch, vero o presunto che sia e che ha già garantito 10 miliardi di accesso al credito. Inoltre, ha aggiunto, “abbiamo alimentato a 3,5 miliardi il plafond a cui attingere per comuni e province per le scuole e chi vuole attingere lo farà con procedure semplificate. E l’unità di missione sarà attiva a Palazzo Chigi e lavorerà in collaborazione con il Miur”. Le misure fiscali, sul cuneo, ”saranno in vigore dal primo di maggio”. ”Ho provato a fare avere in busta paga prima delle elezioni, ma sono stato respinto con perdite”, ha spiegato. “1000 euro netti all’anno a chi guadagna meno di 1500 euro al mese”: questo quanto arriverà agli italiani grazie alle misure del governo. Il taglio al cuneo fiscale che partirà da maggio riguarderà ”10 milioni di italiani che prenderanno 10 miliardi di euro: 80 euro netti in busta paga”. “Per noi è evidente – ha detto Renzi – che mettere in tasca mille euro in più aiuta la propensione al consumo ma è anche una misura di attenzione, di equità ed è frutto di una politica che dà il buon esempio. Un’operazione che definirei di portata storica”. Per le coperture Renzi si affida alla spending review: “La spending è uno strumento che secondo i dati di Cottarelli arriva nel 2016 a valere 35 miliardi, nel 2015 vale 19 miliardi e nel 2014 sette miliardi. Cottarelli ha parlato prudenzialmente di 3 miliardi”. Una cifra su cui, dunque, non c’è certezza. Sempre dal 1 maggio, ha detto ancora, “faremo un’operazione sull’Irap che si finanzierà con l’aumento della tassazione sulle rendite dal 20 al 26%” ma senza toccare i titoli di Stato. Infine, “il costo dell’energia per le pmi pari a 14 miliardi di euro verrà ridotto del 10% attraverso la rimodulazione del paniere della bolletta energetica”.

Soddisfatto Angelino Alfano che parla di segnali positive per le famiglie con la riduzione di 10 miliardi sull’Irpef. Dubbi e critiche giungono invece da Forza Italia e da Fratelli d’Italia. Renato Brunetta si dice deluso: “Giulio Tremonti – commenta – quando fu accusato di ‘finanza creativa’, era un dilettante. Oggi è stato superato mille volte dallo scenario immaginifico tracciato che non tiene conto di alcunché”. Giorgia Meloni, presidente di FdI, giudica Renzia “a metà tra il presidente del Consiglio e il venditore di pentole. Valuteremo dalla reale qualità delle pentole se acquistarle. Speriamo di non doverci accorgere, quando non saremo soddisfatti, che non ci sono più i soldi per essere rimborsati”.