Putin farà quello che in Italia non si può fare: il Ponte sullo Stretto (della Crimea)

Un ponte, oltre che a essere un manufatto, è sempre un simbolo: unisce due realtà, accorcia le distanze, stabilisce una comunicazione. Entro la fine dell’anno Mosca sceglierà il miglior progetto per realizzare un ponte sullo Stretto di Kerch, che collega la Russia alla Crimea: lo ha annunciato il ministro dei Trasporti, Maxim Sokolov, in una riunione di governo in cui Putin ha suggerito che il ponte possa far passare sia le auto che i treni. Sokolov ha aggiunto che sarà esaminata anche la possibilità di un tunnel sotto lo stretto. Il budget previsto per il ponte è di circa 3 miliardi di dollari, secondo il ministero dei Trasporti. Per una singolare coincidenza, il ponte sullo stretto di Kerch (che è la città della Crimea dove vivono molti italiani, ndr) avrebbe più o meno la stessa lunghezza dell’altro ponte sullo stretto, questo però solo virtuale, ossia quello di Messina. Anzi, a occhio e croce, il ponte di Kerch dovrebbe essere più lungo di 500 metri. Siamo pronti a scommettere che in capo a pochi anni il ponte sullo stretto (di Kerch) sarà una realtà mentre per quello di Messina ci sarà da attendere Godot. E mentre l’Occidente non si dà pace per la libera scelta del popolo di Crimea, minacciando sanzioni, ricorrendo all’Onu alla Ue, all’Osce, alla Nato, al G8 perché la questione addirittura minaccerebbe la pace, Mosca va avanti. Il Cremlino ha infatti già stanziato l’invio di 20 tonnellate di aiuti alla Crimea, medicinali e cibo, e 45 mezzi, tra cui ambulanze e camion dei vigili del fuoco. Lo riferisce l’agenzia russa Itar-Tass. Inoltre il governo russo ha iniziato a rilasciare passaporti russi agli abitanti della Crimea. Lo fa sapere il responsabile del Servizio di migrazione federale russo, Konstantin Romodanovski. Cambieranno anche le patenti, le regole e la segnaletica stradale in Crimea: lo ha deciso il Parlamento di Simferopoli. Gli automobilisti dovranno studiare il codice della strada russo, che differisce in parte da quello ucraino. Inoltre, cambiano anche le targhe: provvisoriamente, il numero 84 indicherà un’auto della Crimea, l’85 di Sebastopoli. Sul terreno, la situazione si sta normalizzando: i soldati ucraini, ormai senza referenti, perché il governo legittimo è caduto e a Kiev ha preso il potere un amici della Timoshenko che ben pochi riconoscono, stanno lasciando la base della marina a Sebastopoli, assaltata da miliziani filorussi. Lo ha constatato la Afp. Inoltre decine tra ufficiali e soldati ucraini hanno lasciando la base del comando per le comunicazioni alla periferia di Sebastopoli.