Procedimento disciplinare per Esposito, il giudice che condannò Berlusconi. Nei guai anche il figlio

Sole calunnie  e bugie prive di fondamento di un avvocato traffichino e fantasioso? Si difende più o meno così il pm di Milano Ferdinando Esposito, figlio di Antonio, il giudice di Cassazione che ha condannato Silvio Berlusconi per il caso Mediaset e nipote dell’ex procuratore generale della Cassazione Vitaliano, alla notizia che lo vede indagato dalla Procura di Brescia. Esposito junior finisce nei guai per la denuncia di un avvocato milanese che sostiene di avergli prestato migliaia di euro (in parte non restituiti) e ricevuto pressioni insistenti per il pagamento dell’affitto: prestiti – fa capire ancora l’ex amico avvocato – per contribuire al tenore di vita  del giudice legato all’epoca a una modella. Il pm milanese, va detto, è assurto agli onori delle cronache non tanto per il suo talento nelle aule di giustizia, quanto per le sue relazioni sociali piuttosto chiacchierate (è stato anche oggetto di gossip per la frequentazione con Ruby Rubacuori). Ma c’è  dell’altro che rende la vicenda svelata dal Corriere della Sera una matassa difficile da sbrogliare perché l’avvocato (interrogato come testimone dal procuratore capo Edmondo Bruti Liberati e Ilda Boccassini che hanno subito inviato le carte ai colleghi di Brescia, competenti a indagare) racconta di aver accompagnato  Esposito ad Arcore per un incontro con Berlusconi nel pomeriggio del 22 maggio 2013, pochi giorni dopo la requisitoria nel processo Ruby (13 maggio). Sarà vero? La visita al nemico numero uno di famiglia lascia un po’ interdetti visto che Ferdinando è il figlio di Antonio, il giudice che nel luglio successivo firmò la conferma della condanna dell’ex premier per frode fiscale sui diritti Mediaset che ha portato alla decadenza del Cavaliere. Proprio oggi, con una tempistica che fa riflettere, il Csm ha deciso di avviare il processo disciplinare per Esposito senior che, all’indomani della sentenza Mediaset, si prodigò con malcelata soddisfazioni ad anticipare le ragioni della condanna in un’intervista al Mattino prima della pubblicazione delle motivazioni, in barba al dovere alla riservatezza che dovrebbe ispirare la magistratura. Ma torniamo alle vicende del figlio spendaccione: prima della rottura con l’avvocato amico tra i due dovette esserci un rapporto molto stretto, come dimostrerebbero altri particolari svelati dal legale, come il passaggio dato in auto ad Esposito e ad altri due pm in occasione di una visita a un magistrato malato o l’incontro a quattro  in un hotel di lusso con l’ex miss Montenegro Katarina Knezevic e sua sorella. Tra le rivelazioni choc anche la notizia di una seconda visita di Eposito junior a Berlusconi, questa volta in compagnia di una persona indagata dalla Procura di Milano. Al momento l’indagine ruota intorno a possibili reati che vanno dalla concussione al millantato credito.