Pier Silvio si chiama fuori: «La politica non si fa per successione. Serve la gavetta»

«La politica non è una questione di successione, ma di esperienza e competenza. È qualcosa che ti devi guadagnare, non ricevere per nepotismo». Lo dice a La Stampa Pier Silvio Berlusconi chiamandosi fuori da una eventuale discesa in campo alle elezioni europee. L’impossibilità per il leader di Forza Italia di candidarsi ha aperto alle ipotesi di inserire il brand “Berlusconi” nella campagna elettorale magari puntando su uno dei figli: Marina, Barbara o Pier Silvio. Quest’ultimo ha argomentato il suo no in un’intervista al quotidiano torinese.  «Sono più utile a Mediaset, – ha detto a La Stampa – accompagnando il ragionamento con le valutazioni sul momento economico ancora molto complicato, che richiede impegno totale, e sui dossier che ha sul tavolo, a partire dalla creazione del nuovo polo di pay tv con Mediaset Premium e la spagnola Digital Plus. L’ingresso in politica lo costringerebbe a lasciare il lavoro che ama e la prospettiva non lo entusiasma». Altro motivo, non meno importante che, indirettamente boccia anche l’ipotesi di discesa in campo di una delle due sorelle. La politica non è questione ereditaria, ma servono “competenza” ed “esperienza”. «Devi fare la gavetta, un passo alla volta, così come ho fatto in azienda. È vero che sono il figlio del proprietario, ma ho cominciato con uno stage, dall’abc, mica sono diventato subito vicepresidente». Pier Silvio, 44 anni, presidente e amministratore delegato di Rti, smentisce tuttavia che il padre gli abbia mai chiesto di entrare in politica, ben sapendo che conseguentemente potrebbero arrivare grane giudiziarie, come è già accaduto per Silvio dal 1994, subito dopo la discesa in campo. «Se sapessi che entrando in politica sarei veramente di aiuto a mio padre allora sì, lo farei, pronto anche ad affrontare la via crucis di eventuali inchieste. Ma da deputato europeo che contributo potrei dare?». Ma è soprattutto la convinzione che  per fare politica non basti l’incoronazione dall’alto che lascia perplesso il secondogenito di Berlusconi. E La Stampa fa sapere pure che Pier Silvio abbia manifestato la sua riluttanza citando un esempio di un quasi coetaneo. «Durante queste conversazioni, negli uffici di Cologno Monzese, pare sia anche circolato un riferimento al percorso di Renzi, prima alla Provincia, poi sindaco, poi segretario, infine premier». Come a ricordare che, senza gavetta, non si va da nessuna parte.