Piemonte: gli azzurri lanciano Pichetto. FdI e Lega reagiscono: niente forzature

Ancora acque agitate nel centrodestra per le elezioni regionali in Piemonte. Forza Italia insiste, anticipa i tempi e lancia come candidato Gilberto Pichetto. Ma questa mossa provoca l’immediata reazione delle altre forze politiche della coalizione, che non accettano forzature. «Spero che anche gli altri partiti della coalizione convergano sulle nostre posizioni, altrimenti si rischia di consegnare la Regione alle sinistre», ha detto Pichetto in conferenza stampa. Nessun accenno, invece,  alle primarie invocate da Ncd e FdI, che le hanno indette per il 6 aprile: «Dobbiamo tutti concentrarci sul territorio e sulle sue necessità più impellenti, partendo non tanto da mere promesse, ma da quanto questa Regione ha fatto in questi anni, queste sono le nostre migliori credenziali. Punteremo su serietà ed equilibrio – ha concluso – e mi auguro che tutte le forze del centrodestra oggi al governo in Piemonte ritrovino le ragioni per andare avanti insieme e rivincere. Ci sono stati sicuramente disguidi e fraintendimenti, ed è giusto che le varie anime della colazione abbiamo voce, si potrebbe, per esempio, per fare una similitudine calcistica, pensare ad un programma centrato sulle quattro punte, per raccogliere i contributi di tutti».

Richiamo, quello a continuare con «il buon governo del centrodestra» raccolto da Fratelli d’Italia. Il portavoce piemontese, Agostino Ghiglia, però, ha avvisato che perché questo si possa verificare è necessario «preservare l’unità della coalizione». «FdI è nato proponendo un modo diverso di far politica – ha detto – e una scelta popolare, meritocratica e, per quanto possibile, oggettiva dei candidati migliori a tutti i livelli. Per questo motivo continuiamo a chiedere agli alleati, a cominciare da quello più importante, di non voler sfasciare la coalizione facendo vincere la sinistra, ma di scegliere un metodo condiviso che ci porti all’individuazione del candidato migliore per battere “Indebitator“ Chiamparino. Per mettere in campo la squadra più forte non basta l’imposizione di un presidente, ma occorre un allenatore che scelga i giocatori più in forma».

Anche la Lega ha lanciato segnali. «Se non si troverà una soluzione – ha affermato Roberto Cota – correremo da soli». Sul tavolo c’è sempre il problema delle primarie che, ovviamente, non possono essere primarie delle singole forze politiche, ma consultazioni che interessano l’intero centrodestra.  «Fino a oggi però – argomenta Cota – non si sono fatte e mi sembra che il tempo per questo sia finito».