Padoan annuncia le privatizzazioni e tenta l’effetto simpatia con la Confcommercio: «Non sono il signor no»

Il governo intende spingere il pedale delle privatizzazioni, accelerare sul pacchetto già predisposto dall’Esecutivo Letta, mentre è in preparazione  «un nuovo piano di privatizzazioni». Ad annunciarlo è il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan parlando alla platea della Confcommercio riunita a Cernobbio. L’obiettivo è duplice: «Quello  di accrescere l’efficienza delle imprese privatizzate e ovviamente, ridurre in modo consistente il debito pubblico». Si tratta di un capitolo sul quale, ha detto ancora, «l’attenzione del mercato è crescente e va sfruttato nel migliore dei modi». Su questa tematica, ha sottolineato Padoan, il governo è molto attento. «È stato avviato il processo di privatizzazione di Poste, è una sfida importante per il Paese e verrà sottoposta al vaglio del mercato». Il neotitolare del Tesoro ha ricordato che il governo è azionista di controllo di oltre 30 società e di riferimento di società in molti comparti, in alcuni dei quali «c’è spazio per un ruolo ridotto per il pubblico». Il governo – ha aggiunto – «guarda con favore a concrete ipotesi di dismissioni di partecipazioni che potranno essere realizzate da società controllate, come Ferrovie dello Stato e Cassa Depositi con riferimento all’apertura al capitale privato di Fincantieri».

Un aspetto politico di rilievo è l’annunciata apertura al confronto con le parti sociali : le riforme vanno fatte «assieme». Per il successo, è  «fondamentale»  il coinvolgimento di tutti, dalle parti sociali, ai partiti, alle associazioni imprenditoriali. «L’azione di governo – ha spiegato Padoan – è un insieme compatto di misure che si devono sostenere a vicenda, il cui senso risiede non nel singolo provvedimento ma nell’azione complessiva di riforma che si basa su una prospettiva pluriennale di riforma. Si tratta di misure che devono essere prese e decise assieme». A sottolineare il concetto, il titolare del Tesoro tenta l’effetto-simpatia sulla platea di Cernobbio:   «Non sarò solo un  signor no.  Proposte e richieste troveranno attento ascolto, anche se spetterà senza dubbio al governo la decisione finale».  Chi vivrà vedrà.