Obama è arrivato in Vaticano: «Il Santo Padre ispira il mondo con il suo messaggio d’amore»

Alle  dieci in punto il presidente americano Barack Obama ha lasciato villa Taverna, dove ha trascorso la prima notte a Roma ospite dell’ambasciatore Usa John Phillips, diretto in Vaticano per il suo primo e atteso incontro con Papa Francesco. Sono 26 le auto della scorta

che accompagnano il presidente Usa e la sua folta delegazione nel percorso lungo le vie della capitale fino oltre Tevere. Un quarto d’ora per arrivare a via della Conciliazione e varcare l’Arco delle Campane per entrare in Vaticano. «Benvenuto, signor presidente», gli ha detto il Pontefice in inglese, per poi invitarlo a una discussione provata. Dopo il Papa, Obama incontrerà Giorgio Napolitano e poi il premier  Renzi. Previsto anche un tour privato al Colosseo, mentre è ancora mistero sul possibile arrivo della moglie Michelle nella Capitale, città blindata perfino dal cielo, con divieto di sorvolo per gli aerei durante la visita.

«Il Santo Padre ha ispirato le genti di tutto il mondo e anche me col suo impegno per la giustizia sociale e il suo messaggio di amore e compassione, specialmente per le persone che, tra tutti noi, sono più povere e vulnerabili. Lui non si limita a proclamare il Vangelo: lui lo vive». Le parole di Barack Obama in un’intervista al Corriere della Sera fanno da cornice a questo incontro con  Papa Francesco. «Cercherò di illustrare al Pontefice le iniziative che stiamo prendendo negli Stati Uniti per creare lavoro, aumentare i salari e i redditi complessivi e, in definitiva, aiutare le famiglie ad andare avanti», afferma Obama. «In giro per il mondo la globalizzazione e lo sviluppo dei commerci hanno contribuito in pochi decenni a portare centinaia di milioni di persone fuori dalla povertà, ma il Papa ha ragione quando dice che questi progressi non hanno raggiunto un numero sufficiente di esseri umani, che troppa gente resta indietro. È per questo – spiega – che ho promesso che gli Stati Uniti lavoreranno coi loro partner nel mondo con lo scopo di sradicare la povertà estrema entro i prossimi vent’anni».

Nel corso dell’intervista Obama riconosce il ruolo guida dell’Italia nel Mediterraneo. «Il fatto che l’Expo si tenga proprio in Italia è un riflesso della forte leadership che l’Italia ha esercitato per molti anni nella lotta contro la fame e la malnutrizione», ha detto il presidente Usa. «Trovo moralmente oltraggioso che nel 2014 ci siano ancora centinaia di milioni di persone nel mondo che soffrono l’ingiustizia di vivere senza abbastanza cibo per sfamarsi. Ecco perché – dice Obama – quella di migliorare l’agricoltura e la sicurezza alimentare è diventata una priorità chiave negli sforzi dell’America di promuovere lo sviluppo globale. Puntiamo a raggiungere entro un decennio l’obiettivo di sollevare 50 milioni di abitanti dell’Africa subsahariana oltre la soglia di povertà».

Tanto di cappello all’Italia anche per quanto riguarda il mantenimento delle condizioni di pace e sicurezza a livello internazionale. «Proprio per questo continuiamo a vedere come benvenuta la leadership dell’Italia nel Mediterraneo e oltre. Il nostro coinvolgimento nel Mediterraneo sta crescendo, non si sta restringendo. Così come cresce la nostra partnership con l’Italia e gli altri alleati» dice Obama nell’intervista, aggiungendo di essere «molto grato al governo e al popolo dell’Italia per l’ospitalità che è stata data ai 30 mila americani in uniforme, uomini e donne, che sono basati nel vostro Paese assieme alle loro famiglie».