Nozze gay, via libera anche in Inghilterra. Una riforma passata quasi sotto silenzio…

Dalla mezzanotte, anche in Gran Bretagna e Galles, il matrimonio omosessuale è un diritto sancito da una nuova legge. Una norma controversa e a lungo dibattuta, che tra barricate e indefessi sostenitori del politically correct a qualunque costo, arriva dopo la “guerra civile” francese scoppiata all’indomani della legge voluta dal governo socialista di Françoise Hollande, e approvata definitivamente il 23 aprile scorso. Solo che, a differenza del provvedimento d’oltralpe – che al pacchetto giuridico delle nozze, acclude ora anche la possibilità dell’adozione – la riforma britannica, appena entrata in vigore, ha soprattutto un valore “simbolico”: le coppie omosessuali inglesi, infatti, già godono degli stessi diritti genitoriali delle coppie eterosessuali, e dunque possono, ad esempio, adottare bambini, ricorrere alla fecondazione assistita o alla maternità “surrogata”.

E ancora: a differenza di quanto è avvenuto in Francia, dove le nozze gay hanno scatenato feroci polemiche, alimentando il dissenso poi sfociato nella rivolta di piazza addirittura in seno a una significativa parte di oppositori “interni” – (una protesta, confluita in un secondo momento, nella contrarietà veementemente sostenuta da diverse associazioni omosessuali) –, la legge inglese, approvata nel luglio 2013 dal parlamento, non ha suscitato un gran clamore nell’opinione pubblica. Ed è per questo che la maggior parte dei cittadini britannici si è dichiarato favorevole alla riforma, passata in parlamento in maniera quasi indolore. Anche se, report ufficiosi e cifre ufficiali – uno su tutti un sondaggio della Bbc che ha interpellato 1.007 persone, pubblicato venerdì – rivelano che però, per almeno il 22% degli intervistati, sarebbe un problema partecipare a un matrimonio gay, al punto tale da rifiutare “cortesemente” l’invito. Come a dire, sposatevi pure, ma non in mia presenza…

Peraltro, va detto infine che, omosessuale o eterosessuale che sia, in Gran Bretagna l’istituto matrimoniale conosce un periodo di indiscutibile crisi: chissà, allora, se le nozze gay appena “benedette” in parlamento riusciranno a risollevare le sorti di un rito che in Inghilterra sembra aver progressivamente perso appeal e proseliti. Infatti, mentre si applaude, tra le bandiere arcobaleno, alla celebrazione dei primi matrimoni omosex. Mentre si sottolineano e si sottoscrivono le prime dichiarazioni ufficiali rilasciate a riguardo dal premier David Cameron («non sarà più importante in Gran Bretagna sapere se sei eterosessuale o omosessuale: lo Stato riconoscerà il rapporto nello stesso modo»), non si può non tenere conto del fatto che, forse per la prima volta nel Regno Unito, la percentuale delle persone sposate è attualmente in minoranza, mentre aumenta a dismisura quella del popolo dei single. Per evitare discriminazioni giuridiche di sorta, allora, occorrerà anche per loro una legge apposita da varare in parlamento?