Nella Francia di Hollande propaganda “nudista” alle elementari. E i genitori non mandano i piccoli a scuola

È diventato un caso politico in Francia il progetto del governo, “Abcd pour l’egalité” per combattere gli “stereotipi di genere”. Il che, per capire di cosa stiamo parlando, significa trasformare la convinzione che si ritenga naturale nascere o maschio o femmina. Questo tipo di programmi, in fase sperimentale anche in Italia, non si limitano infatti a proporre il rispetto (sacrosanto) tra i sessi ma intendono favorire l’avversione, anch’essa giusta, verso l’omofobia. In che modo però? Come si capirà, è molto difficile trovare la via giusta per non creare confusione nell’identità sessuale dei più piccoli, visto che il programma è rivolto alle scuole elementari. C’è poi il piccolo particolare che indottrinamenti di questo tipo possono risultare prevaricanti rispetto ai genitori, cui spetta la primaria missione educativa anche sulle differenze sessuali. E perché mai, infine, la scuola pubblica dovrebbe farsi paladina dell’idea che il “genere” è solo un’opzione culturale e non qualcosa di più profondo? Sia come sia il progetto è partito in 600 scuole pilota in Francia. E prevede anche una lista di libri consigliati per questa specialissima educazione sessuale e su uno di questi libri, che s’intitola Tous à poils (Tutti nudi), le contrapposizioni sono state fortissime. Il libro infatti presenta tutti i personaggi così come mamma li ha fatti. Senza veli. Un’idea che ha fatto infuriare i lepenisti, ma anche molti cattolici e molti musulmani. Il politico francese Jean François Copè (Ump) ha chiesto che il libro venisse cancellato dall’elenco dei volumi consigliati. La nudità dei personaggi, si sono difesi gli illustratori, sarebbe propedeutica ad educare i ragazzini all’accettazione dei diversi orientamenti sessuali e aiuterebbe una visione del corpo “non stereotipata” (concetto, quest’ultimo, francamente imperscrutabile). Ne è nato un passaparola allarmato tra i genitori che hanno rifiutato persino di mandare a scuola i loro piccoli dicendo di temere che sarebbero stati spinti a diventare gay o alla masturbazione in classe. Un fraintendimento, sicuramente, ma se fraintendono gli adulti – c’è da domandarsi – figuriamoci quanto ci possono capire i ragazzini…

Che poi si tratti di propaganda ideologica vera e propria (dinanzi al quale le famiglie hanno diritto alla “resistenza”) lo dimostrano le parole della ministra francese dei Diritti delle donne Najat Vallaud Belkacem, ideatrice del progetto Abcd pour l’egalité: “Il mio scopo è lottare contro le disuguaglianze profonde che resistono nella società francese, e per fare questo bisogna agire sin dai primi anni di vita. Dobbiamo evitare che i bambini interiorizzino la disuguaglianza come un fatto evidente. Non è così”. Che vuol dire? Significa, appunto, che l’identità sessuale va percepita come fatto “biologico” che può essere differente dalle scelte culturali. Il libro finito sotto accusa, Tutti nudi, mostra molte persone di sesso, età e mestieri diversi (anche la maestra, il poliziotto, la baby-sitter…) mentre si liberano dai vestiti “con allegria”, svelando senza inibizione come è fatto il corpo. In difesa degli illustratori si è sviluppata una vera e propria campagna “nudista”: quattordici scrittori e illustratori per ragazzi si sono fatti fotografare nudi usando i libri come foglie di fico. Sono stati inoltre ridisegnati senza veli personaggi della letteratura per ragazzi. Ma al di là delle campagne pro e contro, la polemica ha avuto il suo effetto: come scrive l’Economist Hollande è stato costretto a “rimettere nel cassetto un disegno di legge che faciliterebbe la procreazione assistita per le coppie gay”.