Nella Cina comunista scompare misteriosamente il corpo di una dissidente

Il dissidente cinese Tan Zuoren, che aveva criticato la repressione del movimento democratico del 1989 e indagato su delle scuole crollate nel forte sisma del 2008, è stato liberato dopo cinque anni di prigionia. Lo ha annunciato il suo avvocato. «È uscito oggi (mercoledì 27, ndr) – ha aggiunto – e sta tornando a casa» dopo aver scontato interamente la sua pena. Tan Zuoren era stato condannato nel febbraio 2010 a cinque anni di prigione «per istigazione alla sovversione del potere statale», ma era stato arrestato un anno prima, quando indagava sulla morte di migliaia di bambini, ufficialmente 5.335, uccisi o nella-cina-comunista-scompare-misteriosamente-il-corpo-di-una-dissidentescomparsi in circa settemila scuole, distrutte dal sisma del 2008, nella provincia del Sichuan (sud-ovest). Dopo la tragedia alcuni genitori, affranti e furiosi, reclamavano la verità, volendo comprendere perché quegli edifici fossero potuti crollare così facilmente, mentre altri avevano resistito al sisma. Alcuni avevano denunciato la corruzione dei responsabili locali. Secondo Amnesty International, l’arresto di Tan era direttamente legato alla sua inchiesta. L’Unione Europea ne aveva chiesto invano la liberazione denunciando irregolarità nello svolgimento del processo. L’udienza era durata pochi minuti. L’artista dissidente Ai Weiwei, anche lui coinvolto nell’inchiesta sul crollo delle scuole, non aveva potuto testimoniare dopo essere stato arrestato a sua volta e, a suo dire, malmenato dalla polizia.
Contemporaneamente è misteriosamente scomparso il corpo di Cao Shunli, la dissidente cinese arrestata in settembre per aver organizzato sit-in di protesta davanti al ministero degli Esteri di Pechino e morta lo scorso 14 marzo in un ospedale, dove era stata portata dalla polizia a causa del deteriorarsi delle sue condizioni di salute. Martedì medici dell’ospedale militare 309 di Pechino hanno informato il fratello della donna, Cao Yunli, e il suo legale Wang Yu, che il corpo della dissidente, morta sotto custodia della polizia, non solo non era nell’ospedale, ma non si sa dove sia. Al fratello e al legale è stata anche rifiutata la documentazione medica di Cao Shunli che soffriva tra l’altro di tubercolosi. Secondo alcuni testimoni, il suo corpo senza vita presentava segni di maltrattamenti. Cao Shunli aveva organizzato i sit-in per chiedere che venisse stilato un rapporto dettagliato sulla situazione dei diritti umani in Cina, da presentare agli organismi internazionali.