Mense scolastiche, in piazza contro Marino. Il Comune risparmia sui pasti e pagano i lavoratori

I lavoratori delle mense scolastiche di Roma incrociano le braccia. L’ultima beffa di Ignazio Marino si è consumata ai danni di cuochi, inservienti, amministrativi delle mense che all’improvviso si sono visti ridurre stipendi, cambiare profilo professionale e tagliare le ferie. Il tutto è avvenuto dopo che il Comune ha cambiato “frettolosamente” l’appalto con le società che gestiscono le mense. L’appalto con le vecchie aziende, infatti, era scaduto ed era rimasto in proroga per alcuni mesi. Poi è stato effettuato il cambio del capitolato a gennaio con un ribasso e sono subentrate nuove società. La promessa era quella che nessuno avrebbe cambiato le condizioni contrattuali ed economiche dei lavoratori. Così non è stato. E domani per protesta sciopereranno e manifesteranno davanti il Campidoglio. I sindacati Cisl Fisascat, Cgil e UiluCs  che hanno organizzato lo sciopero parlano di «un frettoloso, quanto inopportuno cambio di appalto, fortemente voluto dall’amministrzione comunale». Lo scorso 3 gennaio i sindacati hanno infatti sottoscritto un accordo con le aziende aggiudicatarie del nuovo appalto che prevede il mantenimento  delle condizioni contrattuali precedenti e la disponibilità dei sindacati a discutere  e gestire tre punti: le retribuzioni delle festività, la “carenza malattia” e il parametro orario minimo settimanale. La negoziazione è ancora in corso. Nonostante ciò, si legge in un volantino, «le aziende unilateralmente e facendo “cartello” hanno deciso di non riconoscere nella busta paga di gennaio le festività di loro competenza e la “carenza di malattia” ai loro  lavoratori. A questo si aggiungono: assunzioni avvenute al di sotto del parametro minimo contrattuale, spostamenti illegittimi, azzeramenti degli scatti di anzianità e peggioramenti vari delle condizioni di lavori nelle scuole». Duro il j’accuse contro il Campidoglio: «Non permetteremo neppure che il risparmio sul costo del pasto incassato dal Comune di Roma venga pagato dalle lavoratrici e dai lavoratori delle mense scolastiche. Le aziende aggiudicatarie intendono esclusivamente massimizzare i profitti, minimizzando i costi e peggiorando le condizioni dei lavoratori». Tutto ciò non avrà una ricaduta negativa anche sulla qualità dei pasti?