La Corte suprema indiana accoglie il ricorso dei due marò: il processo è sospeso

Svolta nel processo sui due marò: la Corte suprema indiana ha accolto il ricorso dei legali di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone contro l’utilizzo della polizia Nia antiterrorismo e ha sospeso il processo a loro carico presso il tribunale speciale. La prossima udienza si terrà tra quattro settimane. «Sono molto soddisfatto perché siamo riusciti a far accogliere la nostra posizione e a bloccare la presentazione dei capi di accusa da parte della polizia antiterrorismo Nia», ha detto l’avvocato dei marò Mukul Rohatgi, commentando la decisione della Corte Suprema indiana.  Altre fonti legali hanno precisato che il ricorso accolto dai giudici indiani «contesta in toto il diritto dell’India a condurre l’inchiesta e a giudicare i marò». L’esclusione della polizia antiterrorismo, che da mesi rimanda la formalizzazione delle accuse, esclude di fatto la possibilità che i due vengano condannati con la pena capitale, per quanto processati comunque secondo la giurisdizione indiana. Nella petition i due fucilieri si erano opposti all’utilizzazione della polizia Nia (operante nell’antiterrorismo) per investigare l’incidente e avevano sottoposto all’attenzione dei giudici la mancanza di specifici capi d’accusa nonostante siano passati oltre due anni dall’incidente chiedendo altresì di potersi trasferire in Italia in attesa che si sbrogli la matassa dell’inizio di un eventuale processo. L’altro precedente ricorso, presentato invece dal governo italiano grosso modo sugli stessi temi – e frutto di un’ordinanza della Corte il 24 febbraio che lo trasferisce ad un tribunale composto, non da due, ma da tre giudici – attende ancora una calendarizzazione. La loro controversa vicenda dei due fucilieri iniziò il 15 febbraio del 2012, quando un mercantile battente bandiera italiana, la Enrica Lexie, incrociò un’imbarcazione di pescatori locali nel corso di un’operazione anti-pirateria internazionale. I due fucilieri del Reggimento San Marco, secondo le accuse delle autorità locali, aprirono il fuoco contro i due civili scambiandoli per pirati. L’incidente scatenò uno scontro diplomatico tra Roma e Nuova Delhi. Ora la svolta. Ieri Matteo Renzi ha sollevato la questione con Barack Obama. Contestualmente l’inviato speciale del governo per la questione dei due fucilieri, Staffan De Mistura, appena rientrato dall’ennesima missione a New Delhi, ha informato il Parlamento illustrando le prossime mosse dell’Italia: non si riconosce la giurisdizione indiana sul caso dei marò, e per questo il nostro Paese rifiuterà il processo e non presenterà i suoi fucilieri in tribunale.