L’Ucraina ritira le truppe dalla Crimea. E nella penisola entra il funzione il rublo

Nonostante l’Occidente non si dia pace e stia gettando benzina sul fuoco, la situazione in Crimea sembra viaggiare verso la tranquillità: l’Ucraina ha deciso di ritirare le proprie truppe dalla Crimea. Lo fa sapere l’agenzia Unian citando il Consiglio di Sicurezza nazionale di Kiev. Il Consiglio ha incaricato il ministero della Difesa ucraino di organizzare il trasferimento delle truppe di Kiev in Crimea nell’Ucraina continentale. Il presidente ucraino ad interim Oleksandr Turcinov ha poi precisato, parlando ai capigruppo parlamentari, che è stato anche «ordinato al governo di far evacuare i familiari dei militari ucraini e di provvedere alla loro sistemazione nonché a quella di tutti coloro che sono costretti a lasciare le loro case». Kiev ha richiamato per consultazioni il proprio ambasciatore a Minsk, Mikhail Ezhel, dopo le dichiarazioni fatte domenica dal presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko, che pur non avendo riconosciuto ufficialmente il nuovo status della penisola aveva detto che «la Crimea è di fatto parte del territorio russo». Il ministero degli Esteri ucraino ha inviato anche una nota di protesta in cui si sottolinea che tali dichiarazioni sono in contrasto con le norme del diritto internazionale e con la maggioranza dei Paesi del mondo. Kiev aveva già richiamato il proprio ambasciatore da Ierevan dopo che l’Armenia aveva riconosciuto l’annessione russa della Crimea. Intanto il rublo è entrato ufficialmente in circolazione nella penisola russofona sul Mar Nero ormai di fatto sotto il controllo di Mosca. «A partire da oggi – ha annunciato il premier della Crimea, Serghiei Aksionov – è ufficialmente possibile effettuare pagamenti in rubli». La grivnia, la valuta ucraina, comunque «resta in vigore fino al primo gennaio 2016». Il premier russo, Dmitri Medvedev, ha fatto sapere oggi che pensioni e stipendi pubblici saranno pagati in rubli in base al cambio con la grivnia del 18 marzo. La Crimea può assumere lo status di zona economica speciale, mentre le imprese potranno godere di esenzioni fiscali durante il periodo di transizione, che si conclude il primo gennaio del 2015. Lo ha annunciato il premier Dmitri Medvedev aprendo una seduta di governo sulla Crimea. Secondo il quotidiano Vedomosti, che ha anticipato la notizia, la Crimea potrebbe avere così lo stesso status dell’enclave russa di Kalinigrad. Frattanto il ministro della Difesa russo, Serghiei Shoigu, è arrivato in Crimea, dove ha già ispezionato alcuni impianti e unità della flotta del Mar Nero.