Londra, ogni tanto ci riprovano: sotto accusa il potere di veto della regina

Ogni tanto tornano alla carica. I deputati britannici insistono: la commissione per le Riforme costituzionali di Westminster ha definito «arcano e complesso» il potere di veto che spetta alla regina Elisabetta e al principe Carlo su quelle proposte di legge che riguardano la Corona britannica o il ducato di Cornovaglia (nel caso dell’erede al trono). Secondo i parlamentari, quindi, si potrebbe anche arrivare in futuro all’abolizione di questo diritto che venne sancito nel lontano 1728. «La Gran Bretagna è una monarchia costituzionale. La Regina ha il diritto di essere consultata, di consigliare e di indirizzare. Ma oltre a ciò non dovrebbe avere altro ruolo nel processo legislativo», ha affermato la commissione. In realtà «arcano» è il motivo per cui la commissione abbia preso questa iniziativa. La monarchia nel Regno Unito – come in Europa – non è più messa in discussione da nessuno, e in particolare nei palazzi del potere di Londra, dove anche Tony Blair improntò le sue tre legislature alla massima collaborazione con la Corona. Anche perché il potere di veto di cui si parla il regnante lo ha mantenuto solo per pochissime questioni, e comunque non viene mai usato. Però, in quell’isola è noto che la legge non sia codificata come ad esempio in Italia o in Germania, e che tutte le procedure si basino su convenzioni e altre fonti, più o meno antiche. Per questo potrebbe essere difficile – se non impossibile – abolire le prerogative della monarchia, alla quale è rimasto, oltre alla rappresentanza istituzionale, solo i tre diritti fondamentali, ossia quello di essere consultato, quello di consigliare e quello di ammonire. Oltre naturalmente al potere di convocare o sciogliere il parlamento. Quanto alla famosa sanzione regia, ossia di fatto l’approvazione di una legge, questo diritto non viene esercitato da più di tre secoli. Allora, cosa vogliono i deputati? Forse è un progetto a lunghissimo termine per minare l’istituto monarchico e favorire il trionfo dell'”eguaglianza sociale”, in realtà in Inghilterra più realizzata che altrove? Non sembra molto verosimile, pertanto l’iniziativa va rubricata o come una delle solite bizzarrie inglesi oppure, più probabilmente, come il tentativo di tenere sotto controllo le spese della monarchia.